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Palestra e dieta da 500 calorie,
su Whatsapp il gruppo
che istigava all’anoressia

ANCONA – A far venire alla luce la chat amministrata da una ragazza veneta minorenne è stata una 19enne della provincia dorica che si era iscritta al social perchè ossessionata dalla sua forma fisica. Le indagini sono state condotte dalla Polposta e hanno portato a ipotizzare per la minore i reati di lesioni personali e istigazione al suicidio. Almeno 25 le vittime
martedì 9 Aprile 2019 - Ore 13:38
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di Federica Serfilippi

Non assumere più di 500 calorie al giorno. Era questo uno degli input circolati di un gruppo whatsapp a cui avevano aderito almeno 25 ragazze, quasi tutte del centro-nord Italia, con problemi di anoressia. Tra queste, una 19enne della provincia di Ancona che nei mesi scorsi ha denunciato le attività promosse in chat agli agenti della Polizia Postale. Gli investigatori diretti dalla dirigente Cinzia Grucci sono arrivati all’amministratrice del gruppo social. Si tratta di una minorenne residente in Veneto. È stata denunciata per istigazione al suicidio e lesioni personali. Attraverso una serie di prescrizioni sarebbe riuscita a manipolare le giovani ossessionate dal loro aspetto fisico, creando una sorta di decalogo per spingerle a dimagrire sempre di più, fino a diventare delle ombre. La prima regola per partecipare alla chat condivisa era quella di tenere segreta l’appartenenza al gruppo, soprattutto con i propri genitori. E poi, come dieta, c’era il divieto di superare le 500 calorie quotidiane. Dovevano bastare per l’intera giornata. In più, in parte dovevano essere consumate con degli esercizi da fare in palestra. Se si sgarrava, bisogna fare outing in chat, affermando di aver sbagliato. Almeno una volta a settimana, le ragazze (tra i 15 e i 22 anni) si scambiavano foto per commentare il proprio stato di magrezza. Una giovane avrebbe anche tentato il suicidio. E’ stata la 19enne la prima a parlare con gli inquirenti. Lo ha fatto in prima battuta poco dopo l’inizio dell’anno scolastico in corso, poi durante un incontro a scuola tenuto dalla Postale per parlare dei rischi legati alla rete. L’inchiesta è coordinata dalla procura dei minorenni delle Marche.

(servizio aggiornato alle 17.46)

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