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Raddoppio variante Ss 16,
necessari nuovi espropri
Manarini: «Progetto quasi pronto»

INFRASTRUTTURE – Un iter partito nel 1991 e ancora in corso quello del tratto tra Torrette e Falconara, che negli anni ha subito diversi stop, con prescrizioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici ai progetti presentati da Anas. L'11 aprile c'è stato un incontro in Regione per la concessione delle ulteriori superfici da espropriare. Berardinelli (Fi): «Ancora in alto mare nonostante le passerelle dell'ex ministro Delrio»
mercoledì 17 Aprile 2019 - Ore 20:30
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L’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Manarini

 

di Martina Marinangeli

Una storia lunga e decisamente travagliata quella del raddoppio della variante alla strada statale 16, nel tratto tra Torrette e Falconara, che consta di 7,2 km. Durante la sessione del Consiglio comunale di oggi (17 aprile), l’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini, ha aggiornato la road map di una delle grandi opere più attese, annunciata in pompa magna, ma ancora alle fasi iniziali. Rispondendo ad un’interrogazione del consigliere forzista Daniele Berardinelli, l’esponente dell’esecutivo ha però assicurato che «il progetto esecutivo di Anas è in via di compimento e non sarà necessario riportarlo al Consiglio superiore dei lavori pubblici, ma basterà una relazione dei progettisti di asseveramento». Necessaria, invece, l’espropriazione di una superficie maggiore di terreni per adeguare il progetto all’andamento planimetrico e, al fine di concertare le concessioni, c’è stato un incontro in Regione lo scorso 11 aprile. Si tratta di un’opera strategica dal valore di almeno 233 milioni di euro, che dovrebbe rappresentare il primo passo per il collegamento tra il porto e la grande viabilità. Se ne è iniziato a discutere nel lontano 1991, ma poi una serie infinita di intoppi ne ha rallentato l’iter.
«Questo progetto è stato portato al Consiglio superiore dei lavori pubblici con l’intesa Stato-Regioni ad agosto del 2013 – ricostruisce le tappe Manarini –, poi è stato posto il vincolo preordinato per l’esproprio ed è partita la procedura. È un’opera inserita, come finanziamento, nel contratto di programma 2013-2020: il primo lotto si estende per 7,2 km ed è stato presentato, il 24 febbraio 2017, al consiglio superiore dei lavori pubblici, che ha poi fatto delle prescrizioni. L’Anas ha quindi ripresentato il progetto il 27 ottobre successivo e anche in questo caso il Cslp ha avanzato rilevazioni. Nel frattempo – prosegue Manarini – l’Anas ha modificato di nuovo il progetto con l’adeguamento sull’andamento planimetrico, la demolizione e la ricostruzione delle gallerie esistenti (Barcaglione e Orciani), l’adeguamento della piattaforma stradale e l’ottimizzazione delle distanze visuali. Questa variazione ha comportato l’interessamento di maggiori superfici di esproprio per cui è stata fatta una successiva comunicazione ai proprietari terrieri. Per questa ragione – conclude – è stata già attivata al ministero dell’Ambiente la procedura di valutazione preliminare, ma l’Anas, poiché i cinque anni di validità dell’esproprio scadono ad agosto 2019, ha chiesto la proroga o la reiterazione del vincolo preordinato». Una proroga «cautelativa», secondo Manarini, poiché «Anas con ogni probabilità, già prima di agosto, presenterà il progetto esecutivo e procederà agli espropri necessari». Decisamente meno ottimista Berardinelli, secondo cui «l’opera è ancora in alto mare: dopo decenni di lavoro abbiamo presentato un progetto che non è nemmeno degno di essere chiamato progetto. Nonostante le passerelle dell’ex Ministro Delrio, con al seguito tutto il Pd comunale e regionale in adorazione – il commento sferzante del consigliere forzista –, ora ci ritroviamo come don Falcuccio con il progetto da rivedere completamente e addirittura con nuovi espropri da realizzare. Chi ci rimette per la sciatteria di questa amministrazione sono i cittadini di Ancona e soprattutto quelli di Torrette asfissiati dall’inquinamento dei TIR che assediano la parte nord della città».

Grandi opere: progetti fermi ad un anno dalla firma di Delrio

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