facebook rss

Estorsioni, truffe e spaccio al Piano,
blitz all’alba della polizia:
arrestata famiglia rom (Video)

OPERAZIONE - Gli agenti della Squadra Mobile dorica hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip per padre, madre e due figli che negli ultimi mesi avrebbero monopolizzato il mercato della droga, arrivando anche a minacciare e picchiare i tossicodipendenti o i pusher che non volevano rifornirsi da loro. Contestato anche il reato di circonvenzione di incapace
Print Friendly, PDF & Email

Un momento del blitz di questa mattina

 

di Federica Serfilippi (foto di Giusy Marinelli)

Volevano dominare il mercato della droga, controllando le piazze dello spaccio del Piano. Sarebbero stati così determinati nel loro intento che, stando ai riscontri della polizia, avrebbero minacciato, picchiato e intimorito i tossicodipendenti che provavano a chiedere le dosi di eroina e cocaina a spacciatori diversi da quelli indicati da loro. E poi, sempre secondo le accuse, avrebbero messo in scena estorsioni, truffe e raggiri a danni di anziani o disabili psichici per fargli firmare finanziamenti legati all’acquisto di tv o vetture. Il quadro probatorio raccolto dagli investigatori negli ultimi mesi ha portato in arresto questa mattina all’alba un’intera famiglia rom residente in piazza d’Armi in una casa popolare. Si tratta di padre, A. S, madre, A. D. R. e dei loro due figli: G. S. (22 anni) e G. S. (26 anni). Marito e moglie, entrambi 60enni, sono finiti in carcere, i figli agli arresti domiciliari secondo l’ordinanza cautelare firmata dal gip Sonia Piermartini e chiesta dal pm Rosario Lioniello nell’ambito dell’inchiesta ‘San Lazzaro’, dal nome del quartiere dove avveniva lo spaccio. L’operazione è stata compiuta dallo Sco della Squadra Mobile, con l’ausilio del personale della Scientifica.

La perquisizione della polizia

L’accusa è associazione a delinquere finalizzata, a vario titolo, alla commissione di estorsioni, circonvenzione di incapaci finalizzata alla truffa, lesioni personali gravi ed aggravate, lesioni come conseguenza di altro delitto, delitti contro la fede pubblica come la sostituzione di persona e spaccio di sostanze stupefacenti. Quest’ultimo reato è contestato ad altre otto persone, indagate a piede libero e al centro delle perquisizioni avvenute questa mattina. Sarebbero stati, secondo la procura, i pusher al dettaglio della famiglia rom. Alcune di queste compaiono anche come parti offese, essendo state vittime di lesioni o estorsioni da parte dei quattro arrestati. I ricatti o le botte contestate dalla procura avvenivano quando i pusher cercavano di mettersi in proprio oppure  di comprare la droga da un altro spacciatore. Vittime di lesioni sarebbero stati però anche i tossicodipendenti che rifiutavano di comprare le dosi dalla famiglia rom. In un’occasione – era ottobre 2018 – un uomo è stato raggiunto al volto con un pugno scagliato da uno dei due figli della coppia che in quel momento indossava un grosso anello. Il referto? Zigomo fratturato e sfregio permanente del viso. Tra le parti offese compare anche una ragazza con problemi psichici a cui la famiglia, secondo l’accusa, aveva indotto ad accendere un mutuo per comprare una tv del valore di 600 euro. La televisione, se non ci fosse stato l’intervento della polizia, sarebbe finita in casa dei rom. In un altro episodio è finito nella rete dei quattro arrestati un anziano con disabilità fisica al 100%. L’uomo sarebbe stato avvicinato dal 60enne in un bar del Piano e convinto a comprare una Volkswagen Golf. Anche in questo caso è intervenuta la polizia prima dell’acquisto della vettura. Per l’affare sfumato, è finito ancora più nei guai, perchè il capofamiglia avrebbe preteso come ‘risarcimento’ del danno subito la somma di 1500 euro.

Un monento della conferenza stampa

In un secondo momento sarebbero stati utilizzati i dati della vittima per stringere una contratto per la linea telefonica della famiglia rom. In totale, tra estorsioni, lesioni e truffe, sono state conteggiate circa 15 vittime. Gli investigatori guidati dl vice questore Carlo Pinto hanno anche ricostruito l’occupazione abusiva di un appartamento situato all’interno della palazzina dei quattro arrestati. Lasciato libero dopo la morte dell’inquilino, il gruppo familiare si sarebbe insediato in maniera abusiva nell’abitazione, di proprietà dell’Erap. E’ stato l’intervento dei vigili urbani a far tornare la casa nelle mani dell’ente, sgomberando gli inquilini improvvisati. Secondo quanto raccolto dagli investigatori, molti tossici sarebbero stati colpiti da malori dopo l’assunzione degli stupefacenti forniti dai rom. Ecco l’accusa di lesioni come conseguenza di altro delitto. Proprio i tossicodipendenti avrebbero dato una mano alla polizia per far terminare il dominio dei rom in zona Piano. Marito e moglie erano già stati arrestati un mese fa, sempre dalla polizia, mentre uscivano da un’abitazione di Falconara dove avevano appena acquistato della cocaina.

(servizio aggiornato alle 15,15)

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X