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«Troppi pazienti da fuori regione
verso la sanità privata:
così le Marche perdono 5 milioni»

REGIONE - Il consigliere Gianluca Busilacchi ha presentato un'interrogazione al governatore Ceriscioli sulla ripartizione del Fondo sanitario
venerdì 17 Maggio 2019 - Ore 16:30
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Il consigliere Gianluca Busilacchi

 

Circa 5 milioni di euro tolti alle Marche nel riparto del Fondo Sanitario 2019 per l’eccessivo aumento della mobilità attiva verso la sanità privata. Una sottrazione causata dal notevole incremento dei pazienti che da fuori regione sono arrivati nelle case di cura e nelle cliniche private marchigiane. E’ quanto sostiene il consigliere regionale Gianluca Busilacchi, che su questo dato ha presentato un’interrogazione al presidente Ceriscioli. «Ogni anno – spiega Busilacchi – nel riparto del Fondo sanitario tra le regioni si tiene conto di una serie di dati e di indici, tra questi c’è anche il saldo tra la mobilità attiva e quella passiva. Da molti anni ormai noi abbiamo un saldo negativo, questo vuol dire che il numero di pazienti che vanno a curarsi fuori regione, per noi un costo, è più alto del numero di pazienti che arrivano da fuori regione, per noi un ricavo». Nel calcolo del riparto si utilizzano i numeri della mobilità di due anni prima e per il 2019 il riferimento è il 2017, anno in cui il saldo negativo di mobilità per le Marche è stato di 47,12 milioni di euro. «La mia interrogazione – chiarisce Busilacchi – nasce dal fatto che oltre a questi 47 milioni, non ci sono stati riconosciuti 5 milioni». La riduzione di fondi sanitari in presenza di un’eccessiva mobilità attiva privata è un meccanismo, il cosiddetto abbattimento della produzione, deciso dalla Conferenza Stato-Regioni nel settembre del 2016 per scoraggiare i ricoveri in cliniche private da parte dei non residenti. «Chi paga questi costi? Perché tutto questo è avvenuto? Perché non si è tenuto conto delle indicazioni della Conferenza Stato-Regioni? – domanda Busilacchi – E’ giusto che gli ospedali marchigiani pubblici abbiano a disposizione meno risorse per un’eccessiva mobilità attiva verso i privati che non viene riconosciuta e dunque rimborsata dallo Stato?». Nell’interrogazione viene inoltre chiesto quali sono le strutture private che hanno alimentato di più questo aumento e che cosa si intende fare per il futuro, considerando che gli accordi della Regione Marche con i privati sono scaduti e che probabilmente anche nel riparto 2020 ci saranno delle ripercussioni negative. «Il rischio – conclude Busilacchi – è che siano i cittadini marchigiani a pagare questa eccessiva crescita dei privati in termini di minori servizi sanitari pubblici».

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