facebook rss

Clima matto, le api non escono da “casa”:
«Costretti a nutrirle con sciroppi»

AMBIENTE - Allarme di Coldiretti: gli insetti non possono ronzare nei prati e rischiano di morire. Produzione di mieli di acacia e millefiori quasi azzerata nel Maceratese e Fermano
martedì 21 Maggio 2019 - Ore 17:34
Print Friendly, PDF & Email

 

«Clima impazzito, le api rischiano di morire di fame e gli apicoltori le nutrono con gli sciroppi». L’allarme è di Coldiretti Marche. Il problema è che le api, per via del freddo, sono costrette a restare “in casa”. Niente ronzii tra i prati, «smielature di acacia e millefiori pressocchè azzerati» dice Coldiretti, una situazione «da bollino nero quella che sta attraversando l’apicoltura marchigiana a causa del clima impazzito che ha visto, finora, una prima parte di anno secca e un maggio con temperature davvero fuori stagione». Per salvare gli operosi insetti che il clima costringe a stare a casa, non potendo coprirsi con sciarpe e cappottini, «gli apicoltori stanno nutrendo le loro api, impossibilitate ad uscire per via della temperature basse, con sciroppi zuccherini per sventare la loro scomparsa. Le smielature di acacia e millefiori primaverili, che si sarebbero dovuto già eseguire, sono praticamente saltate e le previsioni per l’anno in corso non sono affatto buone – prosegue Coldiretti -. Peggiori addirittura di quelle dello scorso anno quando si sono registrate produzioni molto altalenanti con rese anche sotto i 5 chili ad alveare: pressoché dimezzata l’acacia e raccolta vicino alla zero nelle province di Macerata e Fermo». Una situazione «allarmante per un settore in ascesa e di qualità come quello marchigiano» dice Coldiretti. Sono 2.577 gli apicoltori delle Marche, (+ 8% rispetto al 2017) di cui «quasi il 35% come attività commerciale mentre il resto è autoconsumo. Su 63.768 alveari, il 13% sono destinati alla produzione biologica. Un calo di produzione che incentiva l’arrivo sugli scaffali di miele straniero, proveniente soprattutto da Cina e Ungheria e che fa segnare un +18% di aumento della quantità di miele importata, pari a 27,8 milioni di chili». Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche: «Le temperature fuori stagione e le piogge stanno creando un vero e proprio allarme tra gli apicoltori. Le api rappresentano un termometro biologico e con la loro opera sono fondamentali per l’ecosistema in generale».

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X