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Tribunale, Raschia (Fp-Cgil):
«Condizione strutturale insostenibile»

ANCONA - Così il segretario del sindacato sulla situazione di carenza del personale che da anni affligge il palazzo di giustizia
sabato 25 Maggio 2019 - Ore 11:10
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Foto d’archivio

 

«Occorre un piano straordinario di riqualificazione del lavoro e di assunzioni. Riteniamo che ci possano essere tutti gli strumenti per poter agire nell’immediato, prima che sia troppo tardi». Così Andrea Raschia, segretario Fp-Cgil, sulla condizione in cui versa il tribunale di Ancona. Nei giorni scorsi c’è stata in Corte d’Appello l’assemblea generale dei lavoratori del Ministero chiamati a discutere e preparare forme adeguate di mobilitazione «proprio per denunciare una condizione strutturale carente ormai insostenibile, per i lavoratori stessi che vedono diritti calpestati; mentre i cittadini assistono a crescenti inefficienze e ritardi».«È il risultato di un’azione scellerata che ha visto in tutti questi anni perseguire un obiettivo preciso: smantellare, intralciare, in ogni modo possibile, una funzione delicata quanto indispensabile in uno Stato di diritto: mentre da un lato si approvavano a ripetizione leggi che -inneggiando al bisogno di semplificazione- ne hanno fiaccato l’attività, appesantendola, ostacolandola, ingolfandola; dall’altro lato si interveniva con la cura dimagrante sottraendo risorse essenziali. Come peraltro avvenuto nell’intero spazio pubblico al grido, che non ha mancato di raccogliere purtroppo consensi, di “meno sprechi!”. Un definanziamento che ha portato a un progressivo depauperamento delle strutture, di uomini e di mezzi. Oggi siamo al collasso.

Andrea Raschia

Le pur importanti misure annunciate dal Ministro Bonafede rischiano di essere vanificate dall’alto esodo dei lavoratori che tendenzialmente vedrà le attuali 9200 carenze raddoppiarsi entro il 2021. Il personale in servizio al Tribunale di Ancona registra già oggi un organico ridotto del 40%. Una condizione intollerabile, che è volontà di tutto il sindacato confederale portare all’attenzione generale del Paese. Il prossimo 8 giungo, infatti, è in programma una manifestazione nazionale dei lavoratori pubblici che reclamano investimenti adeguati, sblocco del turn over, risorse per il lavoro, rinnovo dei contratti, formazione, contrattazione dei processi di riorganizzazione; cui seguiranno momenti specifici di lotta del personale del comparto Giustizia proprio a testimonianza di una situazione cui è necessario porre rimedio. Occorre un piano straordinario di riqualificazione del lavoro e di assunzioni. Riteniamo che ci possano essere tutti gli strumenti per poter agire nell’immediato, prima che sia troppo tardi. Strumenti che -se applicati- possono ridisegnare la geografia organizzativa tramite la riqualificazione professionale di tutti i lavoratori. Strumenti già finanziati e subito applicabili che possono accompagnare le assunzioni dall’esterno di personale idoneo e formato che può da subito contribuire ad evitare il disastro. Eroghiamo servizi, garantiamo diritti, senza i quali il Paese muore» .

 

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