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Resa dei conti post-voto
nel Pd di Monte San Vito,
in tre vengono espulsi

ANCONA – Si tratta di Loris Bernacchia, dell'ex sindaco Lino Secchi e di Silvano Bora, padre dell'assessora regionale Manuela. L'attacco del segretario del circolo Sticozzi: «hanno favorito la civica avversaria Monte San Vito Cambia», uscita poi vincitrice dalle Amministrative di maggio
mercoledì 19 Giugno 2019 - Ore 11:38
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Ennesimo terremoto in casa Pd, che questa volta ha scosso il circolo di Monte San Vito. Dopo la sconfitta elettorale alle Amministrative di maggio del candidato sindaco Claudio D’Angelo e della lista Noi per Monte San Vito, il direttivo del circolo Pd ha deciso di non rinnovare la tessera a Loris Bernacchia, a Silvano Bora (padre dell’assessora regionale Manuela) e all’ex sindaco Lino Secchi, tre nomi ben noti, che hanno avuto in passato ruoli di rilievo nel partito locale. In una nota al vetriolo, il segretario di circolo Matteo Sticozzi accusa i tre di aver «favorito la nascita della lista civica Monte San Vito Cambia (risultata poi vincitrice alle urne, ndr) costituita dall’aggregazione di forze di destra e di Mdp-Art.1, aventi come collante l’ostilità nei confronti del Partito Democratico, e partecipato attivamente anche a fornire candidati». La lunga invettiva va poi a colpire la campagna elettorale che i tre avrebbero svolto a favore della lista avversaria a quella sostenuta dai Dem, «contattando simpatizzanti e iscritti al Pd per chiedere il voto per la civica Monte San Vito Cambia». Secondo il segretario del circolo, Bora, Bernacchia e Secchi sarebbero arrivati «a diffondere infondate notizie o a manipolare notizie vere a scopo evidentemente diffamatorio, onde ottenerne il discredito per fini elettorali, finendo così per screditare immotivatamente l’intera struttura del partito locale».
L’analisi della sconfitta si è trasformata dunque in una resa dei conti interna e il mancato rinnovo della tessera (benché i tre non fossero già più tra gli iscritti del 2019) viene letto da Secchi come «un accanimento verso persone ininfluenti nel risultato elettorale, finalizzato solo a colpire ed eliminare l’assessora regionale Manuela Bora, mai valorizzata da Monte San Vito. Tra l’altro, reputo la nota una scorrettezza perché non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale di alcun tipo di provvedimento». Quanto alla sua posizione durante la campagna elettorale, Secchi rivendica le scelte fatte poiché «ero e sono convinto che ci fosse di meglio per questo paese, che amo e di cui sono stato per 11 anni sindaco». La prima cittadina uscente – nonché segretaria provinciale del Pd – Sabrina Sartini, che aveva lanciato la volata al suo vice D’Angelo, osserva invece come «il circolo abbia preso atto dei comportamenti dei tre soggetti e applicato il regolamento che abbiamo. Comunque, nel 2019 non avevano rinnovato la loro tessere». Sartini allarga poi l’orizzonte del ragionamento, andando a stilare un’analisi della sconfitta: «venivamo da un’esperienza di governo ed è evidente che siano stati commessi errori perché non si perde per il comportamento degli altri. Qualcosa non ha funzionato e abbiamo già fatto la nostra analisi del voto. Poi – ritorna alla diatriba – si fa anche analisi dei comportamenti degli altri soggetti che si sono mossi diversamente da noi».

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