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Billy Corgan live alla Mole:
svela il lato intimo
degli Smashing Pumpkins (Foto)

ANCONA - Il leader storico della band che ha segnato una svolta epocale dell'hard rock di tutto il mondo si è esibito solista alla chiusura del festival Spilla alternandosi tra chitarra e piano. Il sound perfetto, quasi da registrazione in studio, non ha saputo però trasmettere la carica della sua musica eccessivamente asciugata dalle sonorità elettriche
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Corgan

 

di Marco Ribechi

(foto di Giusy Marinelli)

Billy Corgan alla Mole Vanvitelliana, piano e voce svelano il lato intimo dell’artista. E’ stato un concerto suonato quasi in punta di piedi quello tenuto dal leader degli Smashing Pumpkins di fronte agli oltre 1500 fan arrivati ad Ancona per ascoltare i brani che hanno segnato la storia della musica rock degli ultimi 30 anni. La data, che ha chiuso la tredicesima edizione del festival Spilla, era uno dei tre rari concerti di Corgan da solista in Italia: oltre all’appuntamento di Ancona l’artista si è esibito in provincia di Brescia mentre domani sarà a Pordenone. Corgan, fondatore a Chicago degli Smashing Pumpkins insieme al chitarrista James Iha, è uno degli artisti più importanti di tutta la scena alternativa degli anni ’90 grazie ad album come Siamese Dream e il doppio concept Mellon Collie and the Infinite Sadness che hanno letteralmente trasformato il sound di una intera generazione caratterizzandolo con riff ipnotici e taglienti distorsioni accompagnati da canto e ritmica spesso tendente alla psichedelia di matrice depressiva ma allo stesso tempo estremamente elettrica, stabilendo così gli standard di riferimento dell’hard rock di tutto il mondo. Ieri di tutto questo, dopo l’apertura affidata alla songwriter australiana Katie Cole, è rimasto ben poco. Nel bene e nel male. I presenti di sicuro hanno potuto conoscere un lato inedito dell’artista, quegli aspetti che trapelano dagli articoli di giornali, dalle dichiarazioni di amici e nemici del gruppo, ma che hanno ben poco spazio negli show adrenalinici a cui la formazione al completo ha abituato il suo pubblico. Del Corgan con in braccio la chitarra elettrica, in preda a spasmi vorticosi al microfono non c’è stata traccia alcuna. Il concerto ha assunto una dimensione confidenziale, casalinga, suonato e cantato come potrebbero fare un gruppo di amici attorno a un falò in spiaggia. Con un suono praticamente perfetto, più vicino a una registrazione in studio che a un live, l’artista ha confermato la sua celebre attenzione ai minimi particolari mostrando una pulizia vocale di altissimo livello. Sia alla chitarra che al piano ha sempre mantenuto il totale controllo di ogni suono, di ogni singola nota prodotta sul palco. L’aspetto però inatteso, che ha fatto storcere il naso a più di un fan di vecchia data, è stata l’assoluta mancanza di energia dovuta a un sound asciutto con gli strumenti utilizzati solo come accompagnamento alla voce. Corgan, proponendo uno spettacolo più vicino al folk che al rock ha di fatto negato l’essenza della sua band e della sua musica avvicinandosi umanamente alla platea ma distanziandosi dai gusti e dalle attese del pubblico. Lo spettacolo, diviso in due parti, ha proposto nella prima una selezione di brani dei suoi due lavori da solista, TheFutureEmbrace del 2005 e Ogilala del 2017, conosciuti, come l’artista stesso ha affermato al microfono, solo da una parte dei suoi fan: «Vi ringrazio per aver ascoltato questi pezzi tratti dai miei dischi anche se non li conoscete – ha detto Corgan – nella seconda parte proporrò brani più vecchi del repertorio degli Smashing Pumpkins». Su tutte spicca Zowie, brano erroneamente collegato alla morte di David Bowie: «Ho fatto l’errore di dire a un giornalista che era ispirato a Bowie e così è diventata una canzone che parla di lui – spiega Corgan – invece no, non parla di Bowie ma è semplicemente un omaggio a lui perché era un grande artista». Plettro dopo plettro, lanciati in continuazione al termine di ogni brano verso il pubblico, il concerto entra nella seconda fase ma purtroppo non decolla perché a parte la voce perfetta, non resta praticamente nulla degli Smashing Pumpkins. Non bastano i successi come Spaceboy, Tonight Tonight, Today a scaldare il pubblico che in ogni caso dimostra di apprezzare la vena confidenziale dell’artista che si lascia andare in dialoghi con i fan risultando gradevole e pacato. Forse, insieme a 1979 praticamente già acustica in originale, il brano più riuscito perché adattabile alla nuova pelle è Disarm, dall’album Siamese Dream, eseguito al piano, strumento che nella serata ha convinto più della chitarra perché in grado di dare più movimento alla musicalità dei pezzi. A chi si aspettava un concerto in umplugged però comunque caratterizzato da basi rock, magari con campionature o con turnisti in grado di caricare il sound, non è restato che tornare a casa e caricare sul cellulare o sul pc in sequenza Bullet with butterfly wings, Tales of a scorched earth, X.y.u. Bodies e Zero, tutti non pervenuti nello spettacolo live. Ma i fan di Corgan conoscono il personaggio e la sua assoluta genialità a volte incompresa, quindi sapranno perdonare se per una volta la dimensione introspettiva ha totalmente dominato la forza esplosiva delle sue composizioni.

 

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