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Blitz della Goletta Verde
alla raffineria Api

FALCONARA - La nave di Legambiente approda nelle Marche. Davanti all'impianto petrolchimico esposto lo striscione: «Nemico del Clima»
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La Goletta Verde nei pressi della raffineria

 

La Goletta Verde approda nelle Marche con un ecoblitz alla raffineria Api di Falconara, per Legambiente sito ‘nemico del clima’ a causa della sua scelta di continuare ad investire unicamente sulle fonti fossili.  Come riportato nel  dossier ‘No Oil Marche’, nella regione le fonti fossili coprono ancora l’83,3% dei consumi totali regionali (Simeri GSE, 2016), contro il 16,7% da fonti rinnovabili. Delle 30 piattaforme presenti davanti le coste marchigiane 11 sono inattive, le restanti 19 coprono, con la loro produzione, solamente lo 0,1% del fabbisogno nazionale.  Legambiente torna a chiedere con forza, da un lato, lo smantellamento immediato delle piattaforme inattive, dall’altro l’avvio di un processo di riconversione energetica verso le fonti rinnovabili. «Scegliere di continuare a produrre gas e petrolio non solo mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi climatici – sostiene Mattia Lolli, portavoce della Goletta Verde – ma anche quelli di sviluppo locale della Regione Marche, costretta a subire l’arroganza delle compagnie, la poca lungimiranza e la mancanza di coraggio e Governo, che invece di investire su prosumer, comunità energetiche e autoproduzione da fonti rinnovabili, si muovono ancora troppo timidamente su un piano di chiusura e decarbonizzazione. Anche per questa ragione Legambiente – conclude Lolli – ha lanciato la petizione sull’autoproduzione, Liberiamo l’energia rinnovabile, proprio per chiedere al Governo di accelerare i passi verso l’approvazione della Direttiva Europea che introduce e consente ai cittadini di avere un ruolo da protagonista nel sistema energetico».  «Il futuro sono le energie rinnovabili invece Api continua ad investire sulle fossili senza accorgersi che il mondo va da un’altra parte – dichiara Marina Galeassi, presidente di Legambiente Falconara -. I numeri nel nostro dossier ‘No Oil Marche’ raccontano come continuino le estrazioni delle fonti fossili nella nostra regione da parte delle compagnie petrolifere, nonostante abbiano un ruolo superfluo nel panorama nazionale e di cui certamente potremmo fare a meno, sostituendole con impianti da fonti rinnovabili, sistemi di accumulo e programmi di efficientamento del patrimonio immobiliare».

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