facebook rss

Vegli il defunto?
Devi chiudere l’obitorio

JESI - Bufera sull'obitorio del Carlo Urbani: da domenica sono i parenti del caro estinto a doversi occupare di aperture e chiusure nei serali, festivi e prefestivi. Il presidente del Tribunale del malato, Pasquale Liguori, richiama l'Asur alle sue responsabilità
Print Friendly, PDF & Email

L’obitorio dell’ospedale

 

di Talita Frezzi

Da domenica scorsa alla camera mortuaria dell’ospedale Carlo Urbani di Jesi i parenti del defunto sono incaricati della chiusura della struttura. Paradossale, considerando il luogo di cui parliamo e lo stato in cui si trova chi va a visitare un congiunto per l’ultima volta. Eppure da domenica scorsa accade proprio questo. La causa? Mancanza di personale necroforo. Così, nelle ore serali, nei festivi e prefestivi, i parenti del caro estinto devono recarsi in portineria, lasciare il proprio documento di identità e ritirare le chiavi dell’obitorio, avendo cura dopo aver versato lacrime, pregato e ricordato il proprio caro, di richiudere la stanza e riconsegnare le chiavi, come un qualsiasi custode. «Non bastano i tagli ai posti letto attuati dalla Asur durante il periodo delle ferie estive – dice amareggiato il presidente del Tribunale del malato di Jesi Pasquale Liguori – perché anche l’obitorio sta subendo gli effetti dei tagli» e conferma proprio la notizia che «da domenica scorsa l’apertura e la chiusura dell’obitorio nelle ore serali e nei festivi e prefestivi viene incredibilmente fatta dai parenti dei defunti, che devono recarsi in portineria, ritirare le chiavi dell’obitorio e poi riportarle dopo la chiusura. Credo che abbiamo toccato il fondo della vergogna». Ma la questione del trasferimento delle salme in obitorio fuori orario delle necroscope è un’altra piaga da risolvere, su cui più volte i cittadini si sono fatti sentire con lamentele alla direzione sanitaria e segnalazioni al Tribunale del Malato. «E a proposito di salme – insiste Liguori – abbiamo chiesto al nuovo direttore dell’Area vasta 2 di intervenire immediatamente per dare disposizioni chiare ai reparti, in modo tale che in caso di decesso in ore notturne (non essendoci le necrofore in numero sufficiente a garantire i turni) l’unità interessata deve obbligatoriamente contattare il reperibile della direzione affinchè questo si attivi subito per individuare una figura (oss, per esempio) per il trasferimento della salma in obitorio. Non si può più tollerare che un paziente deceduto resti al fianco di un altro paziente anche per dodici ore, con tutte le conseguenze del caso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X