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Vertenza JP Industries, Fiom Cgil:
«Non lasciate soli i lavoratori»

FABRIANO - il segretario della sigla sindacale, Piepaolo Pullini, ieri ha partecipato al tavolo ministeriale a Roma e ha chiesto di utilizzare al meglio le opportunità che un concordato preventivo può generare ma anche la disponibilità di tutte le istituzioni presenti all'incontro del Mise a individuare strumenti di supporto a garanzia del patrimonio industriale e sociale
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Jp Industries

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«Vertenza JP Industries: La fine di un’illusione? Non si possono lasciare i lavoratori soli. Quello che doveva essere il rilancio di una delle più grandi realtà del fabrianese, non può essere il riproporsi di situazioni già vissute». La segreteria della Fiom Cgil di Ancona manifesta perplessità sulle risultanze dell’incontro al Mise, svoltosi ieri pomeriggio a Roma ma traccia alcuni passaggi sostanziali con misure a salvaguardia dei lavoratori per indirizzare anche il piano di ristrutturazione, da delineare con il concordato in bianco richiesto dall’azienda di elettrodomestici. «L’esito dell’atteso tavolo ministeriale di crisi industriale è stato perentorio: la situazione finanziaria in generale non rende il progetto interessante per nessuno dei fondi contattati da Invitalia, per i partner industriali l’operazione così come configurata non è appetibile. Questa è la sintesi delle conclusioni del lavoro di scouting illustrato in undici slides. – osserva Pieparolo Pullini, segretario Fiom Cgil di Ancona che ieri ha partecipato al tavolo ministeraile – Sembra di essere tornati alla fine del 2018, i contenuti sono sempre gli stessi, con la differenza che adesso c’è la mannaia della procedura concorsuale sulla testa dei dipendenti. I tempi di convocazione del prossimo incontro non possono sicuramente essere lunghissimi, così come urgente diventa la presentazione, da parte dell’azienda e dei suoi consulenti, del piano di ristrutturazione».

Pierpaolo Pullini (in piedi) all’ultima assemblea con i lavoratrori della Jp Industries

La Fiom di Ancona ritiene fondamentale utilizzare il tempo a disposizione nella maniera più proficua possibile: in questo senso è stato richiesto con forza anche al Mise, di utilizzare al meglio le opportunità che un concordato può generare.«Finanziare il progetto – sottolinea la sigla sindacale – per garantire la continuità produttiva, sia per le attuali commesse da evadere e che richiedono comunque uno sforzo economico notevole, sia per quelle ancora da acquisire, il tutto propedeutico alla vera start up della produzione rivolta ad impiegare il maggior numero di persone possibile; è necessario sostenere qualsiasi iniziativa individuando ulteriori strumenti di mantenimento dei posti di lavoro. La scadenza a fine anno degli ammortizzatori sociali rende indispensabile porsi fin da ora il problema di individuarne altri per accompagnare il progetto. La dichiarazione dell’azienda è stata inequivocabile: la ratio del concordato è quella di onorare tutti i debiti e garantire più occupazione possibile ed è fondamentale che questa non resti solo una dichiarazione, così come la disponibilità di tutte le istituzioni presenti ad individuare strumenti di supporto a garanzia del patrimonio industriale e sociale, che la JP Industries rappresenta, deve trovare realizzazione e concretezza». Secondo Piepaolo Pullini, insomma «percorrere una strada che non metta al centro la massima salvaguardia occupazionale ed il mantenimento di un’eccellenza sul territorio, sarebbe un errore che questa volta bisogna assolutamente scongiurare».

Jp Industries ‘in concordato’ alla ricerca di un alleato che ancora non si trova

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