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Guardia medica in spiaggia,
il sindaco chiede l’apertura
di un tavolo di confronto con l’Asur

FALCONARA - L'Amministrazione comunale condivide la proposta della Croce Gialla. «E’ stato comunque garantito un servizio, certo migliorabile, in attesa che anche la Regione intervenga essendo il settore di sua prerogativa» fa osservare
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IL quad per il servizio dei soccorsi sanitari in spiaggia

 

L’amministrazione comunale di Falconara, non intende entrare in una polemica tra due associazioni che svolgono attività di soccorso sanitario sul territorio, ma condivide la richiesta della Croce Gialla di Falconara affinché venga aperto un tavolo di confronto con l’Asur per affrontare la questione del presidio sanitario in spiaggia. «Un primo passo – precisa una nota stampa del comune di Falconara – è stato compiuto il 31 luglio scorso, quando il sindaco Stefania Signorini ha ricevuto in Comune la dottoressa Nadia Storti, direttore sanitario dell’Asur Marche. L’incontro è avvenuto su sollecitazione del primo cittadino falconarese proprio per affrontare la questione del presidio sanitario del litorale nel periodo estivo, dato che l’Asur quest’anno ha stanziato fondi per tutti i Comuni costieri della provincia tranne che per Falconara, i cui cittadini e frequentatori hanno gli stessi diritti di quelli dei territori vicini. Con la dottoressa Storti è stato preso l’impegno a incontrarsi di nuovo per valutare una forma di assistenza sanitaria in spiaggia, finanziata dall’Asur, già a partire dal 2020».

L’incontro con il direttore sanitario ha fatto seguito al confronto che il sindaco Sigorini ha chiesto e ottenuto con l’assessore regionale al Turismo Moreno Pieroni, che aveva contribuito ad attivare per l’estate 2019 un servizio di guardia medica turistica h24 a Numana e Sirolo. All’assessore Pieroni il primo cittadino ha fatto presente l’esclusione completa del litorale di Falconara da questo servizio, che deve essere in capo all’Asur e di conseguenza alla Regione.«Quest’anno, per garantire un presidio sanitario all’ex Piattaforma Bedetti, il Comune si è dovuto far carico, senza alcun preavviso da parte dell’Asur, dell’intero costo del servizio, che si è attestato a 4.500 euro, a fronte del contributo di 2mila euro richiesto fino al 2017. L’amministrazione comunale ha fatto fronte a questo impegno nonostante tutte le difficoltà, economiche, organizzative e tecniche, che un ente locale necessariamente incontra. E’ stato comunque garantito un servizio, certo migliorabile, ma che risponde ai requisiti di sicurezza dei mezzi e di preparazione del personale. Questo in attesa che l’Asur e la Regione intervengano, rientrando questo settore nelle loro prerogative».

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