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Il centrodestra boccia Ceriscioli:
«Fallimento totale sulla sanità»

ANCONA - Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Area Popolare passano in rassegna le criticità nel settore, dalle inchieste sull'Asur, alle liste d'attesa, passando per la mobilità passiva e il rapporto pubblico-privato: «è l'intero sistema a non funzionare»
mercoledì 7 Agosto 2019 - Ore 21:38
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Da sinistra, la consigliera regionale della Lega, Marzia Malaigia, il consigliere Ap, Mirco Carloni, la capogruppo Fdi, Elena Leonardi, e e il capogruppo leghista, Sandro Zaffiri

 

di Martina Marinangeli 

Il centrodestra compatto sferra un attacco contro il governatore-assessore Luca Ceriscioli sulla gestione della sanità. Dalle inchieste sull’Asur, alle liste di attesa, dalla progressiva perdita della sanità di prossimità alla mobilità passiva, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Area Popolare passano in rassegna tutte le criticità, sostenendo che «è l’intero sistema a non funzionare. La miglior rappresentazione del fallimento della giunta regionale è la sanità».
A dare inizio all’attacco è il capogruppo del Carroccio, Sandro Zaffiri, che con una dichiarazione sibillina, invita la magistratura che sta indagando sull’Asur «a verificare se sia colpa dei tecnici o dei politici e a guardare con attenzione come sono stati determinati gli appalti». Il riferimento è al decreto 87 del dicembre 2018 della Stazione unica appaltante, quello che ha per oggetto la gara per l’affidamento del servizio di pulizie delle Aziende sanitarie della regione per un importo di 116.450.236. Al netto delle inchieste, per le quali l’iter giudiziario sta facendo il suo corso, Zaffiri punta anche il dito contro «il fallimento su uno degli obiettivi principali che si era posto Ceriscioli, ovvero la diminuzione delle liste d’attesa, e una totale assenza di programmazione, come emerge in maniera evidente dal Piano socio sanitario, che per la parte attuativa demanda tutto alla giunta».
E inoltre, come sottolinea la capogruppo Fdi, Elena Leonardi, «il documento che dovrebbe tracciare le linee guida del settore arriva al termine del mandato, quando quello precedente era scaduto ancor prima dell’insediamento». La consigliera chiede inoltre di discutere la proposta di legge per «reintrodurre la libertà di cura», legata alla questione dei «mancati rimborsi per le trasferte ai malati oncologici». Secondo Mirco Carloni (Ap), infine, «in questa regione il privato erode il sistema sanitario minimo, sostituendosi al pubblico nella fase diagnostica, ma poco in quelle fasi di cura e assistenza dove ce ne sarebbe magari necessità. Invece di ispirarci ai modelli positivi di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, concorriamo a migliorare la loro qualità sanitaria con la mobilità passiva». L’ultimo affondo, poi, le destre lo assestano «sulla fuga dei primari, chiamati ad operare in un contesto di assoluta precarietà».

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