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La mamma del piccolo Arturo:
«Aveva un sorriso bellissimo
I suoi sogni: rugbista o scienziato»

TRAGEDIA - Arturo Pagni è stato travolto e ucciso da una vettura. La madre del piccolo, Mariasole Piatti, sostenuta dalle amiche, ne ha dato un ricordo. Nato a Londra, aveva tante passioni: dalla lettura al cricket. Ieri quando è avvenuto l'incidente è scivolato ed è finito sotto l'auto guidata da un 75enne. Il funerale oggi alle 17
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Il sorriso di Arturo Pagni

 

di Gianluca Ginella

«Arturo voleva fare il giocatore di rugby o lo scienziato. Era così: aveva tanti interessi e sorrideva sempre» dice Mariasole Piatti, la mamma del bambino di nove anni investito e ucciso martedì sera da un’auto a Sant’Angelo in Pontano. Ha una grande forza, Mariasole: «vado a tratti, a volte disperazione a volte cerco il modo di superare questo dolore» dice.

L’incidente a Sant’Angelo in Pontano

È seduta nel corridoio dell’obitorio di Macerata, a pochi metri da lei è in corso l’ispezione cadaverica sul bambino. Accanto a Mariasole ci sono le amiche, che la sostengono. Arturo Pagni era nato a Londra al Portland hospital il 12 maggio di nove anni fa. Viveva lì con il papà, Carlo, la mamma, e le due sorelle, Irene, 12 anni, e Nora, 7 anni, che adorava. Quando questa estate è partito con la famiglia da Londra, la prima cosa che ha messo in valigia è stata una camicia camouflage grigia e una maglietta bianca con un grande gorilla «le aveva comprate lui, aveva scelto questo outfit. Lo vestiremo con quelle e con un paio di pantaloncini corti» dice la mamma. Arturo, così piccolo, aveva tante passioni. Il rugby innanzitutto, che aveva cominciato a praticare a 4 anni, e poi il nuoto e più recentemente il cricket «era entusiasta di questo sport» dice Mariasole. Bravo a scuola, «amava leggere e viaggiare. Aveva un sorriso bellissimo, era curioso della vita. Suonava il sax, il piano» dice la mamma.

Mentre racconta di Arturo, scorre le foto che ha sul cellulare: quelle dove gioca a cricket, quelle con la divisa di scuola, quelle dove pratica il rugby. E poi ce n’è una bellissima dove mostra quel sorriso che gli ricorda chi l’ha conosciuto: l’hanno scattata qualche giorno fa a Porto Recanati, c’è Arturo al mare, abbronzato, che sorride nella maniera più spensierata del mondo e circondato dall’affetto della mamma e delle sorelle. Con loro e con il papà Carlo viveva a Londra. La famiglia è andata a vivere in Inghilterra perché il papà è funzionario di banca e lavora nella capitale inglese. La mamma invece, originaria di Sant’Angelo in Pontano, si occupa della cura dei tre figli. Ogni estate poi ritornano per le vacanze. Quest’anno erano stati anche in Calabria, da una nonna, prima di arrivare a San Ginesio dove hanno una casa. «Vengono qui nella mia casa, ci sono tre appartamenti, e si sta insieme – dice lo zio, Massimo Maracci –. Si fermano 15-20 giorni. Ieri l’incidente è avvenuto a 50 metri da casa nostra. Stava andando a prendere una borsa al posteggio. Ha attraversato la strada ed è inciampato, per questo l’auto non l’ha visto e lo ha investito. Se non scivolava, atletico com’era, la poteva saltare l’auto che passava». «Un bambino bellissimo, stupendo: alto, magro, biondo. Intelligentissimo, io lo vedevo d’estate, quando venivano qui per le vacanze» racconta Franca Corradini, amica della mamma e della nonna di Arturo. L’incidente è avvenuto alle 19,15 di ieri, a 50 metri dall’incrocio che, lasciata la provinciale 78, porta a Sant’Angelo in Pontano. Arturo ha attraversato la strada ed è stato travolto dalla Fiat di un 75enne del posto, che non l’ha visto attraversare. L’uomo non aveva bevuto, andava a velocità ridotta, e aveva tutti i documenti in regola. Il funerale del piccolo Arturo si svolgerà oggi alle 17 nella chiesa di San Michele Arcangelo a Passo San Ginesio.

 

Travolto da un’auto, muore bambino di 9 anni

In campo sotto la pioggia durante una partita di rugby

 

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