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Cartiere in sofferenza:
Consiglio straordinario a Fabriano
con Pioraco e Castelraimondo

LAVORO - Le città sede di stabilimenti produttivi del gruppo Fedrigoni si uniscono. «Non ci sono segnali confortanti e dobbiamo fare massa critica a salvaguardia di un migliaio di lavoratori. Dopo la seduta consiliare, in delegazione potremmo andare a parlare con il fondo Bain Capital e poi a Roma al Mise» osserva Giovanni Balducci il capogruppo Pd fabrianese
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Cartiere in sofferenza nel distretto marchigiano: entro la fine di settembre Fabriano convocherà un consiglio comunale straordinario aprendolo alla partecipazione degli amministratori comunali di Pioraco e Castelraimondo, le tre città sede di stabilimenti produttivi del gruppo Fedrigoni.

Il capannone delle cartiere di Pioraco (foto d’archivio)

Il semaforo verde è stato acceso, nel tardo pomeriggio di martedì, dalla Commissione consiliare fabrianese chiamata ad analizzare con i sindacati di categoria soluzioni condivise contro la possibile crisi occupazionale che aleggia all’orizzonte e graverebbe sul destino di un migliaio di lavoratori, 600 dei quali concentrati a Fabriano. Sotto la minaccia della concorrenza internazionale, il futuro è nebuloso soprattutto per le maestranze impiegate nelle ‘carte valori’ del sito fabrianese di Vetralla. Le ex Cartiere Miliani hanno commesse assicurate fino a dicembre. Ma nel 2020 potrebbe scattare l’allarme rosso per le riorganizzazioni in atto sul mercato nazionale e internazionale: potrebbero essere avviati i trasferimenti di lavoratori per concentrali in Puglia, a Foggia, dove il Poligrafico dello Stato (il competitor pubblico) è pronto a realizzare un’area valori propria, oppure potrebbe essere avviata la procedura di cassa integrazione. Nell’incertezza, cresce il timore dei sindacati che a fronte di un calo del volume di produzione, i siti produttivi marchigiani possano diventare troppi, essere ridimensionati se non in parte chiusi.

Giovanni Balducci, capogruppo Pd Fabriano

«Non vanno creati allarmismi perché l’eventuale smantellamento di stabilimenti  potrebbe avvenire a un livello più ampio dei soli tre siti produttivi di Fabriano, Pioraco e Castelraimondo. Ma certo non ci sono segnali confortanti se la carta valori non sarà più un elemento fondante della produzione, se i contratti di oltre 100 lavoratori a tempo determinato negli ultimi mesi non sono stati rinnovati»  osserva Giovanni Balducci, capogruppo consiliare del Pd fabrianese. A lui va il merito di aver intuito che l’unione fa la forza se si vuole affrontare la sfida per la salvaguardia dei posti di lavoro. Se a luglio Balducci si era visto respingere la sua proposta di costituire una commissione consiliare, una cabina di regia per monitorare la situazione e ampliare il tavolo di confronto a tutti i soggetti coinvolti, dalle sigle sindacali, alla proprietà della holding fino al fondo Usa Bain Capital, martedì il consigliere democrat è riuscito a sfondare la barriera delle perplessità. Ha ottenuto con i colleghi d’aula la convocazione della seduta consiliare allargata a sindaci, assessori e consiglieri degli altri due Comuni, e alle sigle sindacali che il parlamentino fabrianese è pronto ad organizzare per votare un documento unitario.

La prossima settimana la presidente del consiglio fabrianese dovrebbe riunire la conferenza dei capigruppo per fissare una data. «Cercheremo di estendere gli inviti alla seduta consiliare anche ai rappresentanti della Regione Marche – garantisce Balducci – Dobbiamo fare massa critica con le rappresentanze politiche delle 3 città, sindacati e Rsu. Poi, a mio giudizio, il passo successivo potrebbe essere quello di dar vita a una delegazione unitaria per andare a parlare con il fondo Bain Capital e poi a Roma al Mise. Il nostro tessuto industriale è segnato dalla crisi del 2008 e le ripercussioni di un ridimensionamento delle cartiere sul nostro territorio potrebbero ferirlo ulteriormente. Dobbiamo provare a impedirlo».

(redazione CA)

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