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La Traviata apre la stagione lirica
del Teatro delle Muse

ANCONA - L'opera con la regia di Stefania Panighini e con un cast di giovani attori andrà in scena venerdì 20 settembre. Replica domenica 22
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Parte del cast e della direzione de La Traviata

 

di Adriana Malandrino

Una Traviata dal sapore tardo ottocentesco, ambientata tra la Belle Èpoque e il periodo che già guarda a quello Ville Lumière, con una Violetta carismatica e volitiva che si fa strada in una società dominata dagli uomini. Si preannuncia di carattere la regia di Stefania Panighini che firmerà questa Traviata di Giuseppe Verdi (opera in tre atti, libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale “La Dame aux camèlias” di Alexandre Dumas figlio), primo titolo nel cartellone d’opera del Teatro delle Muse, con la direzione del maestro Andrea Sanguineti, in scena venerdì 20 settembre (ore 20,30) con replica domenica 22 settembre (alle 16). Ancona un cast di giovani talenti, come sottolineato dal direttore artistico della stagione lirica, Vincenzo De Vivo: «Per mettere in scena un titolo così rappresentato come Traviata bisogna avere dei buoni motivi, uno è l’interesse della coreana Daegu Opera House di co-produrre l’opera con un partner italiano, l’altro è avere un cast, come il nostro, che ha qualcosa di nuovo da dire, giovane ma con sufficiente esperienza. Tra i compiti del nostro teatro c’è quello di essere una vetrina per giovani talenti. Siamo inoltre felici di essere riusciti nel nostro intento, ovvero realizzare uno spettacolo di vero teatro musicale». La direzione è affidata al ligure Andrea Sanguineti, che da oltre dieci anni vive e lavora con successo in Germania e che è, grazie a questa produzione, alla prima Traviata in Italia: «Abbiamo cercato di fare un approfondito lavoro sugli accenti e sulla punteggiatura musicale, spesso dimenticata». È invece merito della Panighini quello, tra gli altri, di aver condotto un intenso lavoro nella costruzione dei rapporti interpersonali tra i personaggi dell’opera. «Mi piaceva raccontare come Violetta (ovvero Alphonsine Plessis di Dumas), dal nulla, fosse diventata la donna più importante di Parigi, nel cui salotto si parlava di cultura e politica, cosa ad altre donne preclusa, visto che erano considerate solo begli oggetti.

La conferenza stampa di presentazione

«Volevo- sottolinea la regista- far emergere il suo desiderio di emancipazione. Il prezzo da pagare era vendere il suo corpo, ma la libertà non ha prezzo. Violetta porta con sé il suo passato, rappresentato in scena da tre donne di diversa età, e vive rinchiusa tra le mura di un hortus conclusus dove nascerà un amore destinato a finire presto». Lo spettacolo, che si avvale della scenografia di Andrea De Micheli, porta la firma, nei costumi, di Veronica Pattuelli. Entrambi hanno sottolineato come il loro intento fosse quello di arrivare alla verità del personaggio Violetta, eliminando ogni inutile orpello. «Ho schematizzato il mio lavoro, per arrivare a descrivere il tessuto sociale di Violetta, che era il suo e al contempo non lo era. Vedrete, il costume si evolverà, assieme al personaggio, nel corso dell’opera». Notevole esperienza verdiana, per il cast, a cominciare da Francesca Sassu (che il pubblico anconetano ricorda come Micaela nella Carmen del 2017) già Violetta alla Fenice di Venezia e al Petruzzelli di Bari: «La Traviata alla quale assisterete- ha spiegato- racconta di una dimensione estremamente intima, quasi claustrofobica, della vita di Violetta, dove emergono tutta la sua fragilità e la ricerca d’affetto”. Accanto a lei, Alfredo sarà Jay Kwon, il tenore coreano che ha frequentato l’Accademia del Teatro alla Scala e che si è rivelato come protagonista del Don Carlo alla Daegu Opera House, lo scorso anno. Presta a Germont padre un timbro nobile il baritono Angelo Veccia, interprete verdiano in importanti teatri europei. Completano il cast la marchigiana Beatrice Mezzanotte, l’uzbeko Jenisbeck Pyiazov, Elena Sizova, Gianni Giuga, Saverio Pugliese, Davide Procaccini, Alessandro Pucci, Bruno Venanzi e Gianluca Ercoli. Reduce dalla dodicesima edizione del ROF è l’Orchestra Rossini che, assieme al Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini”, diretto da Davide Dellisanti, arricchisce la compagnia artistica. Presenti in conferenza stampa, questa mattina, anche la direttrice di Marche Teatro, Velia Papa (che proprio oggi ha ricevuto il Premio Internazionale Portonovo nell’ambito della manifestazione I Marchigiani dell’anno), l’assessore comunale alla cultura, Paolo Marasca e il vicepresidente della Fondazione Muse, Franco Pietrucci. Marasca ha precisato: «Siamo una città che fa e che produce cultura, non ne parla soltanto, e lo facciamo in maniera internazionale”. I prezzi degli abbonamenti e dei biglietti restano invariati. La campagna abbonamenti è in corso. I biglietti singoli delle due opere sono in vendita. Biglietteria Teatro delle Muse: 071 52525, dal martedì al sabato dalle 9,30 alle 13,30 e nei pomeriggi di giovedì e venerdì dalle 16,30 alle 19,30, www.fondazionemuse.org. È previsto l’appuntamento con la guida all’opera al Ridotto del Teatro delle Muse domenica 15 alle ore 11 a cura del critico musicale Fabio Brisighelli (ingresso libero).

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