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Primo Piano Festival, la Lega:
«Si costruisca l’integrazione
anziché festeggiarla»

ANCONA - Il pensiero del gruppo consiliare in merito alla tre giorni di iniziative indetta dal Comune
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Alcuni cittadini stranieri durante la manifestazione del Primo Piano Festival 2017

 

«Soddisfatti per la tre giorni che movimenterà il Piano. Da sempre abbiamo incalzato l’Amministrazione affinché portasse eventi in questa zona. Il rischio è però quello di vedere calare il sipario sul quartiere molto presto, cioè appena il festival sarà concluso. Come del resto è accaduto dopo l’edizione del 2017. Ci sono voluti due anni per riportare eventi al Piano. Speriamo che ciò non si ripeta, perché il quartiere ha un disperato bisogno di migliorare sotto il piano della socialità, del commercio e della qualità della vita». Questo il pensiero del gruppo consiliare della Lega (Marco Ausili, Maria Grazia De Angelis, Antonella Andreoli) sulla seconda edizione del Primo Piano Festival, iniziato questa mattina. «Per quanto riguarda invece l’obiettivo dell’integrazione dei cittadini stranieri, principale obiettivo che si pone il festival, riteniamo che tale delicato e complesso tema non abbia bisogno tanto di festival, ma di un lavoro serio e articolato. Il sindaco e l’Amministrazione tenderanno a lavarsi le mani davanti alla questione dell’integrazione, dichiarando di aver organizzato il Primo Piano Festival. Non è sufficiente. Specie in un Comune come il nostro dove non sono garantiti corsi di lingua italiana continuativi agli stranieri, dove alla figura del consigliere straniero aggiunto non viene dato il giusto valore, dove non si vanno ad armonizzare le attività commerciali degli stranieri al livello e allo stile delle altre. Noi ci impegneremo a portare in Consiglio proprio questi contenuti, ritenendo che siano la vera priorità per integrare i cittadini stranieri regolarmente presenti sul nostro territorio».

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