facebook rss

Visita del Papa in Mozambico,
in cucina uno chef marchigiano

ECCELLENZE - Il maceratese Rocco Felice Ciucciomei gestisce con alcuni soci una catena di ristoranti nella capitale dello stato africano. E' stato contattato per preparare tre servizi per il Santo Padre e i suoi ospiti ricevendo complimenti da tutti. «È stata la più grande soddisfazione da quando faccio questo lavoro»
domenica 22 Settembre 2019 - Ore 21:15
Print Friendly, PDF & Email

 

Rocco Felice Ciucciomei insieme a Papa Francesco

 

di Marco Ribechi

Viaggio del Papa in Mozambico, per i suoi piatti sceglie uno chef maceratese. Il Santo Padre non ha saputo resistere all’abilità e ai manicaretti di Rocco Felice Ciucciomei, maceratese doc che da circa 6 anni vive a Maputo, la capitale dello stato africano di lingua lusitana dove, in collaborazione con amici e fratelli, gestisce una catena di ristoranti tra i più importanti a famosi della città. Campo di Mare è il nome dell’attività dove lavora in prima persona, il secondo di quattro locali denominati Campo di fiori, Piazza del Campo e Campo Alto. Una quinta struttura è prossima all’inaugurazione. All’inizio di settembre, in occasione della visita papale, proprio Ciucciomei è stato contattato per preparare due cene e un pranzo al Pontefice: «Una notizia che mi ha fatto enormemente piacere – spiega il cuoco maceratese – anche inaspettata da un certo punto di vista. Ancora oggi non so con certezza come mai ci abbiano scelto ma credo che il filo conduttore sia stato il Nunzio Apostolico, nonché numero tre del Vaticano e amico del Papa, che fino all’anno scorso si trovava a Maputo ed era nostro cliente assiduo fino a quando poi è tornato a Roma».

Lo chef maceratese con le suore della Nunziatura

Nei vari anni di attività Ciucciomei ha avuto la possibilità di cucinare per tante personalità famose e importanti. Tra queste il presidente del Mozambico, il re del Barhein, l’infanta di Spagna, dirigenti Unesco, gli ambasciatori dell’Italia, della Svizzera, dell’Argentina, della Svezia, della Germania, assessori e deputati di tanti Stati, e musicisti come Roberto Gatto, Frankie Hi Nrg e l’attore e comico Giobbe Covatta. «Devo dire però che l’emozione di preparare da mangiare per il Papa è forse la soddisfazione più grande da quando faccio questo lavoro – continua lo chef – la comunicazione dell’evento mi è stata data più o meno verso giugno dal nuovo Nunzio Apostolico anche lui cliente di Campo di Mare. Ho ricevuto in dono, direttamente dalle mani del Papa un crocifisso, e per preparare l’evento, ho avuto l’ausilio di alcune suore della Nunziatura».

Per quanto riguarda il menù Ciucciomei ha avuto praticamente carta bianca: «E’ stato creato da me e per i tre servizi c’erano 13 persone a mangiare e tutti hanno apprezzato, spazzolato i piatti e fatto i complimenti – spiega il maceratese – non sono battezzato e per me la Chiesa è sempre stata un mondo lontano ma devo ammettere che durante l’ultima cena, quando sono stato convocato dal Papa per stringergli la mano, è stato emozionante e sinceramente pur non essendo cattolico penso che sia rimasta una delle poche persone importanti in Italia a lanciare appelli di amore e fratellanza, cosa che sinceramente in questo mondo è sempre più necessaria».

Ciucciomei in cucina mostra le sue creazioni

Tra i piatti proposti al Pontefice risotto di mele e centrifuga di sedano con tartare di gamberi rosa, pesce “vermelho” al forno con patate, pomodorini e cipolle rosse, tortino di mele e rosmarino con crema inglese al profumo di lavanda, paccheri “napoletani” allo scoglio dell’indico, scampi impanati nella farina di polenta con insalatina di misticanza, pesche, semi e fiori, macedonia di frutta flambè al Remi Martin e gelato artigianale di nostra produzione, tortelloni ripieni di zucca grigliata con burro chiarificato alle acciughe e gamberi, baccalá al vapore con crema di fave al profumo di timo, panna cotta al maracujà e sua composta con croccante di anacardi. Naturalmente il menù non è stato servito per un solo pasto ma diviso nell’arco di tre giorni.

Rocco Ciucciomei è molto conosciuto a Macerata e provincia inizialmente per la sua attività di musicista, infatti in gioventù suonava in un gruppo molto apprezzato chiamato Rokko and The Rolls, in seguito perchè gestiva l’agriturismo Rio Chiaro nelle campagne di Treia. «La mia famiglia è sempre stata legata al Mozambico fin prima dell’indipendenza del 1976 ed è qui che anche io 6 anni fa richiamato dalla forza e nostalgia dell’Africa precedentemente assaporata, sono finito dopo la bellissima esperienza del mio Bio agriturismo Rio Chiaro nelle splendide colline di Treia – racconta lo chef – adoro il Mozambico e il mio lavoro, ho una bellissima famiglia con una donna mozambicana ma come tutti i posti del mondo anche qua ci sono lati positivi e negativi, e gestire un ristorante come il nostro con 60 dipendenti non è uno scherzo ma, con fatica e sudore, riusciamo ad avere un ottimo livello di qualità».

Lo chef maceratese

La vita a Maputo nelle parole dello chef appare frenetica ma quando anche ricca di scoperte quando si ha la possibilità di staccare dal lavoro. «Posti mozzafiato, persone socievoli e sempre disponibili a far festa – dice Ciucciomei – Per il resto è un paese con forti contraddizioni e un grande problema di corruzione. A fatica mi sono allontanato da Rio Chiaro proprio quando, dopo 7 anni, aveva finalmente ingranato bene e tanta fatica stava dando i suoi frutti».

Il servizio al Papa si è svolto alla Nunziatura, l’ambasciata vaticana di Maputo, dove lo chef maceratese, in una cucina molto semplice e casalinga, ha preparato i pasti per il Papa ed i suoi commensali in una sala altrettanto sobria e senza eccessi, tutto molto semplice e lineare. «L’amore per la cucina è nato perché i miei genitori mi trasmettevano l’amore per le cose belle e cucinare è un’arte bellissima – conclude Ciucciomei – mio fratello quando feci la prima stagione estiva in Toscana mi trasmise “la scintilla” della cucina dopodichè ho iniziato a fare qualche corso tra la Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, la scuola di Lella Cesari Ciampoli a Siena e altri fino a quando sono riuscito sempre grazie l’aiuto della mia famiglia ad aprire quel gioiellino di Rio Chiaro che spero in un futuro di poter far rivivere».

 

 

</

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


X