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Mobilità sostenibile, ecco 25kmh:
«Ad Ancona c’è molto da lavorare»

IL COLLETTIVO, nato per promuovere di bici e altri mezzi non inquinanti, si è presentato alla città
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Il collettivo 25kmh

 

di Giampaolo Milzi

Pedalare gente, pedalare. E anche prendere di più l’autobus e muoversi maggiormente a piedi, condividere gli spostamenti in auto, insomma, occorre un impegno il più collettivo possibile per spegnere i motori e limitare l’inquinamento. Già, pedalare, anche e coerentemente nel senso che «ad Ancona c’è davvero molto da lavorare, certamente in link con l’amministrazione comunale, per promuovere ed attuare una strategia basata sull’affermazione concreta di una mobilità dolce e ed ecosostenibile». Questo, in sintesi, il messaggio, che nei dettagli è una sorta di “manifesto-scenario in progress”, lanciato stamattina dal neo “Collettivo 25kmh”, nel corso della conferenza stampa tenutasi al bike caffè “Zucchero a Velò” in via Torresi al Piano. Dove già da un bel pezzo i clienti possono accedere in sella alla loro bici, affittarne una e sognare coi piedi per terra una città «più smart e green», come ha detto Gabriele Battistoni, titolare del locale. Con lui, a dar vita a questo gruppo aperto a partecipazione e idee di singoli e altre realtà associate, Marco Ciarulli, direttore di Legambiente Marche, Paolo Bonetti, amministratore di Ebiketruck, Milvia Marzioni, presidente della Ciclofficina Ancona Social Club, Luciano Gambi, del Decathlon di Camerano, Tommaso Sorichetti (“user experience designer”) e Marco Scarponi, della Fondazione Scarponi.  Secondo il collettivo «per quanto riguarda la cultura delle mobilità dolce e sostenibile col pollice verde ad Ancona siamo indietro anni luce, anzi, per essere più ottimisti agli esordi». E allora? «Poiché crediamo che questa cultura sia la chiave per uno sviluppo alternativo e virtuoso di tanti aspetti della vita cittadina, per la rinascita di una città più vivibile e sicura – ha spiegato Battistoni – abbiamo deciso di mettere in rete le nostre esperienze già maturate sul campo». «I ciclisti ad Ancona ci sono, non sappiamo quanti e potrebbero essere molti di più – ha sottolineato Sorichetti, specializzato nel “disegnare” metodi efficaci di impegno fattivo al plurale -e quindi dobbiamo creare una massa critica e propositiva».

LE IDEE – E di proposte il collettivo ne ha già tante. Invito all’amministrazione comunale a smetterla di investire solo o soprattutto sull’auto, istituire zone in cui il traffico non debba oltrepassare la velocità dei 30km/h, installare rastrelliere per il bici-parking nel tessuto urbano, incrementare le corse dei bus (e dotarli di posti per bici), concepire un uso dei parcheggi pubblici intermodale (dove, lasciata l’auto, si possano trovare sempre a disposizione biciclette o mezzi Conerobus per proseguire l’itinerario), introdurre veicoli speciali elettrici per consegnare le merci ai negozianti del centro in modo che i camion non entrino in corso Garibaldi, per fare qualche esempio. «Tutte esperienze già presenti in altre città italiane, molte a Milano, o estere», ha sottolineato Ciarulli, rimarcando «l’importanza di diffondere il car sharing per e dalle scuole e uffici». E poi, l’importantissimo capitolo piste ciclabili: «Bene la risistemazione della ciclovia di corso Carlo Alberto – ha osservato Bonetti – Ma che si aspetta a realizzare quella dalla stazione alla rotatoria dove sbuca quel corso, per poi realizzare un altro tratto fino al centro? (Battistoni)». «E che fine ha fatto il progetto, che nel 2016 ha vinto un bando municipale per il finanziamento di una pista ciclabile da piazza D’Armi al Monumento ai Caduti in fondo al viale della Vittoria? (Marzioni)».

IL NOME – Efficace e ben memorizzabile la sigla “25kmh”, scelta dal collettivo come nome di battesimo. Ispirato dal libro “Elogio della bicicletta”, di Ival Illlich, nel quale lo scrittore e filosofo austriaco sostiene che 25hm/h sia la velocità entro cui ci si può muovere per avere la possibilità di osservare, sentire e ascoltare il mondo circostante; una velocità democratica e pop; oltre quella soglia, si va troppo in fretta senza poter percepire gli altri e la natura. «Senza contare le ricadute positive in termini di salute, abbattimento dei costi del carburante, limitazione dello smog; gli effetti in chiave sociale con un’Ancona meno trafficata, più sicura e più a misura soprattutto di anziani e bambini, che la diffusione dell’uso della bicicletta e di mobilità alternative producono», ha detto ancora Battistoni. Mobilità dolce e sostenibile, già. Il collettivo dice no quindi «al progetto comunale di realizzare un nuovo parcheggio attrattivo di traffico motorizzato accanto alla galleria San Martino».

LE INIZIATIVE – Ad Ancona siamo indietro, agli esordi, ma non certo a zero, sui temi affrontati stamattina. Basta guardare a quanto fatto dalla Ciclofficina Ancona Social Club, che ripara bici scassate, le ricicla, coinvolgendo in questa attività anche cittadini stranieri con appositi stage. Che in accordo con la Fincantieri, ha prelevato dai lavoratori e rimesso in sesto tante bici. Che propone un uso della due ruote incrementato per pedalate nell’area portuale e non solo. E poi ci sono le escursioni guidate ad Ancona e al Conero su bici con pedalata assistita e/o elettriche “targate” Ebiketruck, che col suo furgone itinerante queste bici le noleggia a go go. Per fare massa critica e propositiva di successo, i cicloamatori anconetani vanno conteggiati, uniti. E il Collettivo 25 kmh intende, appunto, anche monitorarli, contattarli, oltre che sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni, attraverso una serie di eventi ed iniziative sulla mobilità “altra”, quella che va a nozze col benessere, col risparmio e anche col turismo. Presenti, con stand e materiale promozionale, quelli del collettivo, al Kum festival dal 18 al 20 ottobre alla Mole Vanvitelliana, al Festival della Persona organizzato in città per il 26 e 27 di questo mese dalla Confartigianato. E ancora: in arrivo a novembre il “Bike Pride” del collettivo, con tante bici che invadranno il centro con festa finale allo Zucchero a Velò e blitz legali di “bike guerriglia” dimostrativi. Per contatti c’è la pagina Facebook 25kmh.

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