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Ex Umberto I, degrado senza fine
Il caso finisce in Consiglio Comunale

ANCONA - Finestre rotte, porte forzate e graffiti negli edifici fantasma che avrebbero dovuto trasformarsi in un maxi residence. A riaccendere i riflettori sulla questione, la capogruppo leghista De Angelis
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Degrado all’ex Umberto I

 

Un degrado senza fine per quegli edifici fantasma che, almeno sulla carta, avrebbero dovuto trasformarsi in un maxi residence deluxe con 300 appartamenti. Le difficoltà economiche dell’impresa ascolana di costruzioni Saco di Pietro Santarelli – che ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo – si traducono in uno stato di abbandono dell’area dell’ex Umberto I. Quattro ettari e mezzo in pieno centro, ora preda dell’incuria tra finestre rotte, graffiti e porte forzate. «Si è trasformato in un luogo di bivacco di persone di dubbia morale», ha riacceso i riflettori sulla questione la capogruppo leghista Maria Grazia De Angelis, che ne ha chiesto la messa in sicurezza. La difficile situazione dell’area è nota a tutti e l’assessore al Patrimonio Pierpaolo Sediari ha spiegato che «è attenzionata da questura e polizia locale. L’unica cosa che possiamo fare è un’ordinanza per la messa in sicurezza degli accessi e, se la ditta non dovesse intervenire, potrebbe farlo il Comune in surroga». Ma il nodo è sempre quello delle difficoltà economiche della Saco, che gettano l’ex Umberto I in un limbo. «Abbiamo chiesto la riscossione della fidejussione a garanzia delle opere di urbanizzazione con polizza per quasi 5 milioni di euro – fa sapere Sediari – e l’assicurazione ci ha detto che in contraddittorio dovremo anche verificare i danni provocati dall’interruzione del cantiere».

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