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Nomina nel mirino,
Mancinelli: «Ma quale danno erariale,
Ancona Entrate ci ha guadagnato»

LA SINDACA ha spiegato in Consiglio comunale la vicenda legata alla riconferma dell'amministratore unico Robotti tra il 2014 ed il 2015, che ha portato alla comunicazione di messa in mora da parte della Corte dei Conti, nella quale si chiede la restituzione di 50mila euro
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Il sindaco Mancinelli

 

di Martina Marinangeli

«Per come sono andate le cose, Ancona Entrate ci ha guadagnato: è dal 2015 che l’amministratore unico Lorenzo Robotti lavora a titolo gratuito. Non c’è stato danno erariale». È nell’aula del Consiglio comunale, interpellata dal capogruppo Fdi Angelo Eliantonio, che la sindaca Valeria Mancinelli spiega il retroscena della comunicazione di messa in mora arrivata negli uffici di palazzo del Popolo lo scorso 18 ottobre da parte della Procura della Corte dei Conti, nella quale si chiede la restituzione di 50mila euro. «L’istruttoria non è conclusa – precisa la prima cittadina –: si tratta di un provvedimento cautelativo per evitare che potesse maturare la prescrizione». Mancinelli ricorda che nel 2014, allo scadere del mandato dell’amministratore unico, «non procedemmo subito al rinnovo, ma lo facemmo dopo 15 mesi per una serie di ragioni: nel frattempo era entrata in vigore una normativa, un po’ confusa, che faceva presupporre che il presidente Robotti, in pensione, non potesse essere riconfermato. Avevamo anche fatto un avviso pubblico per trovare il successore, ma le due risposte pervenute erano di candidati non competitivi. Dunque abbiamo deciso di prenderci del tempo e la riconferma ufficiale è arrivata nel 2015, quando una circolare ministeriale ha chiarito i dubbi sulla normativa, specificando che era possibile conferire l’incarico ad un soggetto in pensione, purché a titolo gratuito». La Corte dei Conti contesta che in quell’anno di limbo tra la scadenza del mandato e la riconferma, Robotti abbia svolto quell’incarico senza titolo e dunque il compenso percepito come presidente sia stato indebitamente corrisposto. «Se lo avessimo confermato nel 2014 – precisa Mancinelli – per il triennio successivo avremmo dovuto corrispondere il compenso completo. Invece, per come sono andate le cose, abbiamo pagato solo il primo anno».

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