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Rivoluzione alla biblioteca Benincasa:
lavori per 500mila euro,
riaprirà l’ala su piazza del Papa

ANCONA - L'obiettivo è renderla più grande, bella e funzionale entro fine 2020. Ieri il sopralluogo nei locali di via Bernabei
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La facciata di Palazzo Mengoni Ferretti che dà su piazza del Plebiscito, parte della sede della Biblioteca civica Benincasa che sarà riaperta al pubblico entro la fine del 2020

di Giampaolo Milzi

Chiuso il 28 giugno anche il residuo servizio di prestito, nell’ala della sua consueta sede di Palazzo Mengoni-Ferretti con ingresso in via Bernabei 32 inaugurata nel 1950, la Biblioteca Benincasa è da allora come un’auto che viaggia a marce molto ridotte nella nuova localizzazione lungamente temporanea a Palazzo Camerata, l’immobile occupato dall’assessorato alla Cultura in via Fanti 9; ma la buona notizia è che questa importantissima istituzione civico-culturale risorgerà in modo splendido – “della serie servizi ed effetti speciali” mai goduti dal pubblico – entro la fine del 2020.

La sala “Del Concertino”, con parte del soffitto affrescato, nel Palazzo Mengoni Ferretti

Il grande salto di qualità sarà dovuto soprattutto al pieno utilizzo del piano terra, quello più nobile e di alta valenza artistica e architettonica, con ingresso principale in piazza del Plebiscito, dell’edificio Mengoni-Ferretti risalente al 1592. Una buona notizia che rende in parte più sopportabile dall’utenza l’attuale, grave deficit operativo a Palazzo Camerata.
A riprova di questa rivoluzione logistica, il secondo, lungo sopralluogo compiuto ieri mattina nei locali di via Bernabei dall’ing. Andrea Molinelli. L’esperto professionista ha valutato il già noto stato di inefficienza ed inadeguatezza (dal punto di vista funzionale e normativo) di tutta la parte impiantistica, compresa quella elettrica, dei vari piani, compresa la torre libraria. Irregolarità che erano state certificate ad inizio giugno, appunto, a seguito di un sopralluogo dei vigili del fuoco, attivato da un esposto anonimo. E’ stata la dirigenza dell’Ufficio comunale Riqualificazione urbanistica a conferire nei primi giorni di ottobre l’incarico tecnico, ma soprattutto progettuale, all’ing. Molinelli il quale ha un mese e mezzo di tempo per redigere un piano di rinnovamento per la completa messa a norma di tutto ciò che pertiene alla sicurezza e alle dotazioni anti-incendio.

Un’altra parte del soffitto affrescato della sala “Del Concertino”

TEMPISTICA DEL PROGETTO DOPO IL SOPRALLUOGO DI IERI – La tempistica ipotizzabile per il completamento di questa grande impresa: entro il 20 novembre, circa, Molinelli dovrà presentare il suo progetto al Comando dei vigili del fuoco, chiamati ad avallarne poi la correttezza entro 20 giorni; quindi il progetto sarà vagliato dall’Ufficio riqualificazione urbanistica, dove, intorno al 10 dicembre, la dirigente architetto Patrizia Piattelletti dovrebbe approvarlo definitivamente; considerando i “tempi morti” della festività natalizie e di fine-inizio anno, la formalità del bando di gara per i lavori necessari potrebbe essere espletata entrò metà gennaio 2020, a seguire la committenza all’azienda aggiudicataria, l’attivazione del cantiere e il termine dello stesso nel tardo autunno-inizio inverno successivo. Un cantiere che era in realtà stato previsto dall’amministrazione comunale. Tanto che già nella primavera scorsa si era tenuto un incontro sulla questione, presente tra gli altri la direttrice della biblioteca Emanuela Impiccini. E i fondi necessari sono già stanziati nel bilancio municipale 2019.
Ma tra gli “step” teorici fin qui elencati e l’effettivo taglio del nastro sul finire del prossimo anno, c’è di mezzo il noto spettro delle possibili bizze e lungaggini burocratiche.

Angelo nell’affresco del soffitto della sala “Del Concertino”

L’APERTURA DELLA PRESTIGIOSA ALA SU PIAZZA DEL PLEBISCITO – Da sottolineare che delle risorse in bilancio, pari ad oltre 500mila euro, circa 450mila sono destinati al cantiere della parte su via Bernabei del complesso edilizio dove da ha sede la Biblioteca Benincasa. Per il suo allargamento alla prestigiosa ala del piano terra dello stesso Palazzo Mengoni Ferretti con entrata il piazza del Plebiscito (di cui si dibatte almeno da 10 anni) pare che occorrano, visto il suo ottimo stato di conservazione, appena 50mila euro. Una spesa necessaria per piccole rifiniture e adattamenti – in Comune esiste da tempo una bozza di progettino – delle stupende e antiche sale, che continueranno a conservare una parte minoritaria delle collezione bibliotecaria che conta oltre 180mila pezzi tra volumi, stampe, 343 manoscritti, giornali, manifesti, cartine geografiche, mappe, dischi, cd, dvd, ed altri documenti databili dal XIV secolo ad oggi. E che, purtroppo, fino ad oggi, il pubblico ha potuto ammirare in rare occasioni di visite guidate.
Da sottolineare la magnificenza della piccola sala “Del Concertino”, coi suoi mirabili affreschi del soffitto che rappresentano scene di una festa carnevalesca in musica del ‘700. E della sala attigua con interessanti decorazioni sulle pareti anch’esse settecentesche. Desta interesse anche la scala che collega il piano terra con l’analogo piano più in alto dell’ala su via Bernabei: da lì si intravede un tratto della cinta muraria cittadina del XIV secolo. La sala grande “Mancinforte” sarà lo spazio principale dove gli utenti potranno leggere in tutta comodità. Nella seconda sala grande e nelle altre due salette, anch’esse per la lettura, così come nella “Mancinforte”, saranno allestite le scaffalature per la narrativa, la saggistica e la poesia più recenti, dalla seconda metà del ‘900 ad oggi. Altri due piccoli locali continueranno ad ospiteranno la parte del’emeroteca dal 2000 in poi. Nel cortile coperto in plexiglas di insedierà il “front office” per le informazioni, i prestiti e la maggior parte dei servizi al pubblico.

Caterina Ferretti Giugni, figlia di Giovanni Ferretti, olio su tela del 1697, sala Mancinforte di Palazzo Mengoni Ferretti

FRONTE SU VIA BERNABEI: LOGISTICA E PREZIOSI FONDI LIBRARI – L’unica nota stonata che non rende completa la virtuosa rivoluzione logistica della “Benincasa”, l’assenza di fondi nel bilancio comunale per aprire a visite guidate il secondo piano dell’ala che apre su via Bernabei, dove le varie sale sono ornate con stucchi (in parte lesionati e da restaurare, mentre le pareti necessitano di saggi di staticità) e alcuni affreschi, caratterizzate inoltre dalla presenza di due antichi mappamondi del Greuter, uno terrestre e uno celeste. Nell’ala di via Bernabei – dove resteranno localizzati i vari uffici e la direzione – è prevista una risistemazione di buona parte dei prestigiosi fondi e collezioni, per lo più frutto di donazioni. Al piano terra sarà trasferito dal fronte dell’immobile che dà su piazza del Plebiscito il fondo Mancinforte della sezione musicale. Al secondo piano di via Bernabei resteranno Il fondo Nappi (stessa sezione musicale) che comprende 461 stampati e 241 manoscritti, con edizioni del ‘600 e del ‘700. La torre libraria, che rimarrà chiusa al pubblico, continuerà a conservare i lasciti di libri (consultabili) di alcune biblioteche private: quello del famoso psichiatra Gustavo Modena del 1959, dell’architetto Lorenzo Cesanelli (1966), del noto avvocato ebreo anconetano Giorgiio Terni (1966), il fondo Kurek-Gina del Vecchio (1974), la donazione Plinio Acquabuona (1992). Riposte nella torre, anche due prestigiose collezioni: quella sulla storia e la cultura di Ancona e le Marche, forte di 15.074 pezzi tra libri e opuscoli dal ‘400 in poi, di 809 periodici e di preziosi manoscritti, tra questi ultimi “La storia di Ancona” di Camillo Albertini (XVIII sec.), il “Portolano” di Grazioso Benincasa (XV sec.); quella del fondo fotografico Emilio Corsini, con circa 2000 immagini d’epoca digitalizzate, per l’80% del capoluogo dorico, tutte visibili on line.
Quanto al lascito testamentario della raccolta del marchese Luciano Benincasa, primo nucleo costitutivo della biblioteca nel 1699, comprende volumi di varie tematiche, dal ‘400 al ‘700, che resteranno depositati in vari i locali dell’intero Palazzo Mengoni Ferretti.

Altri affreschi sul soffitto di una sala di Palazzo Mengoni Ferretti

A BREVE PIU’ SPAZI PER L’ATTUALE SEDE A PALAZZO CAMERATA – Tornando all’attuale, giocoforza ridotta operatività della estemporanea sede a Palazzo Camerata in via Fanti, con l’unica sala disponibile al piano terra (al terzo piano sono stati sistemati gli uffici) garantisce agli utenti – oltre a varie informazioni e la lettura di quotidiani dell’ultimo mese e di alcuni periodici – i seguenti servizi: il prestito gratuito di libri, che comprendente le ultime novità editoriali di narrativa e saggistica; su richiesta si possono avere, sempre gratuitamente, ulteriori volumi provenienti da altre biblioteche delle province di Ancona e di Pesaro-Urbino e, a pagamento, da tantissime biblioteche estere; previa iscrizione si può inoltre accedere alla “Media library on line” (per scaricare ebook e leggere sul web quotidiani e periodici italiani e stranieri). Fortemente ipotizzabili, per il piano terra in via Fanti, ampliamenti logistici in tempi brevi: la disponibilità di almeno altri tre locali da risistemare come sale studio (che erano in uso all’assessorato allo Sport)
Per concludere, prosegue il normale funzionamento della Biblioteca “L’isola del tesoro” in via Brecce Bianche 72, con prestiti di libri per bambini e ragazzi fino a 16 anni e per adulti, oltre ad eventi, tra cui quelli di letture, riservate a genitori con figli. La direttrice Impiccini: “Stiamo inoltre lavorando alla riapertura, massimo entro febbraio 2020, della sezione bibliotecaria decentrata a Collemarino nella nuova sede della piazza principale”.

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