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Avvocato denuncia un giudice:
«Interferenze nell’affido di una bimba»

ANCONA - Il legale, Francesco Miraglia, assiste la madre: «Il magistrato vuole che la piccola resti ad una coppia di suoi amici. Ha anche incontrato uno psichiatra coinvolto nel procedimento. Quanto successo è inaudito»
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«Abbiamo denunciato un giudice del tribunale dei minori di Ancona, ha cercato di interferire nella diagnosi di una donna per garantire che la figlia rimanga affidata ad una coppia di suoi amici». A dirlo è l’avvocato Francesco Miraglia, legale della mamma della bambina, una donna della provincia di Ancona: «abbiamo depositato la querela al tribunale de L’Aquila che è competente per territorio». Il legale continua spiegando come sia nata la denuncia. «Un giudice si permette di intromettersi personalmente nel caso di una bambina – dice Miraglia –, che da quattro anni vive con una coppia affidataria, una coppia di suoi amici, tra l’altro più volte ritenuta inadatta. Alcuni giorni fa ha incontrato di nascosto un professionista coinvolto nel caso, cercando di interferire nella diagnosi, pur di garantire la collocazione della bambina a questa famiglia affidataria e impedire alla piccola di tornare con la mamma» dice Miraglia. Il legale continua dicendo che il giudice avrebbe detto alla madre “La bambina non gliela ridaremo mai in quanto malata psichica”, «pertanto è stato denunciato dalla madre della piccola per abuso di ufficio, false dichiarazioni e lesioni personali. Quanto è successo, oltre che inaudito è gravissimo. Abbiamo già denunciato in precedenza la coppia affidataria per maltrattamenti, per come condizionano la bimba, ostacolando in tutti i modi il rapporto con la mamma naturale. Ancora più grave quanto capitato alcuni giorni or sono: il giudice ha chiamato di nascosto la psichiatra, per cercare di capire se fosse dalla sua parte, se avvallasse l’allontanamento da casa della piccina. Inammissibile la Procura deve assolutamente fare chiarezza». Miraglia continua dicendo che il giudice «più volte durante le udienze ha “consigliato o meglio minacciato” la madre della bimba di ritirare le denunce mosse nei confronti della famiglia affidataria, sostenendo in udienza che dovrebbe farsene una ragione e di accettare di non rivedere mai più la figlioletta. Dopo tanti pregiudizi si è arrivati al 21 ottobre scorso – prosegue il legale –, quando il magistrato ha convocato privatamente un professionista coinvolto nel procedimento, ammonendolo a non rivelare nulla alla controparte e chiedendogli se fosse in linea con la diagnosi di malattia psichiatrica nei confronti della donna, perché quella bambina a casa non ci doveva tornare». Il legale è però stato informato di questo presunto dialogo e ha chiesto «l’immediata ricusazione del giudice e dell’intero collegio investito del procedimento e altresì che il fascicolo sia avocato al presidente del Tribunale per i minorenni di Ancona per le opportune valutazioni in merito e per la designazione di un diverso collegio, e che gli atti siano trasmessi alla Procura competente».

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