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«Inagibile e in stato di abbandono»,
l’ex Stracca verso la demolizione

ANCONA - Accolta l'istanza presentata dai consiglieri di Ctp1. Il giudice Mantovani ha autorizzato il custode della procedura esecutiva legata all'ex Ragioneria ad avviarne la messa in sicurezza
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L’ingresso dell’ex Stracca

 

di Giampaolo Milzi

L’ex scuola “Stracca” è iper fatiscente, tanto che dovrà essere demolita. Così va interpretata la disposizione del giudice Maria Letizia Mantovani, che ieri ha autorizzato l’avvocato Gloria Paciarotti, il custode della procedura esecutiva iniziata nel 2016 che riguarda il cadente immobile nel pieno centro di Ancona, ad avviarne la messa in sicurezza. L’ex sede dell’istituto Ragioneria davvero da radere al suolo? Si evince chiaramente dalle conclusioni delle perizia tecnica estimativa che l’ing. Stefano Fedecostante aveva già redatto il 27 luglio 2017: le condizioni del fabbricato sono talmente disastrate da «far sì che possa dichiararsi ad oggi sicuramente inagibile, in stato di completo abbandono e privo di qualsiasi requisito di conformità urbanistica e strutturale che ne possa giustificare un possibile intervento di ripristino, esso dovrà pertanto essere preventivamente demolito per poter effettuare qualsiasi operazione di recupero dell’area». Grande soddisfazione da parte dei consiglieri di Altra Idea di Città del Ctp1 Centro storico (ex Circoscrizione) Patrizia Santoncini, Valeria Campanella, Gabriele Matarazzo, Daniele Donati e Lidia Mangani. I quali il 16 novembre avevano depositato l’istanza per la messa in sicurezza d’urgenza all’Ufficio esecuzioni immobiliari del Tribunale. «Un grande passo è stato fatto, considerato che l’edificio è circondato da palazzi, marciapiedi e strade anche molto trafficate». Un massiccio “catafalco” a rischio per la pubblica incolumità, dunque, il citato edificio che dà su via Montebello (il retro su via Curtatone, ingresso laterale in Largo Donatori di Sangue).

L’ingresso dell’ex Stracca

«I solai a tetto, dopo ogni pioggia, si riempiono d’acqua e formano una grande pozza che ristagna per giorni rilasciando cattivi odori e facendo proliferare muschi e vegetazione» (…); c’è il «pericolo di crollo dovuto alla marcitura della struttura; nell’atrio d’ingresso principale in via Montebello sono accatastaste macerie mai circoscritte da alcuna struttura di contenimento (…); la tettoia all’entrata è ammalorata e pericolosissima; in bilico i vetri delle finestre con pericolo di caduta anche da altezze sostenute; rotte e gocciolanti sul marciapiede le grondaie; il portone di ingresso laterale è chiuso da una catena che puntualmente viene rotta con il conseguente libero accesso allo stabile da parte di chiunque», avevano scritto in una recente nota stampa i quattro consiglieri del Ctp1. Prossimo passaggio dell’iter, un nuovo sopralluogo sul posto dell’ing. Fedecostante, per aggiornare la sua perizia. Ma chi poi dovrà materialmente provvedere alle costose operazioni di messa in sicurezza della demolizione? Per legge spettano ad uno dei creditori, un architetto, che aveva avviato la procedura esecutiva e che ottenuto il pignoramento dell’ex “Stracca”. Il professionista si era rivolto al tribunale perché non gli era stata liquidata la parcella relativa al plastico che aveva prodotto nell’ambito del progetto per la trasformazione della palazzone di 5 piani in un contenitore di appartamenti, uffici e locali di attività commerciali, con un’ara sotterranea su 3 piani ad uso parcheggio per almeno 100 posti. Il progetto di riconversione era stato varato dl G&G, un consorzio di 4 imprese della provincia di Macerata, che aveva rilevato la proprietà dell’immobile dalla Camera di Commercio aggiudicandosi un’asta intorno al 2009.

L’atrio dell’ex Stracca

Il piano di recupero e riconversione dell’ex scuola era stato approvato dal Comune nel 2012. Ma il cantiere si era fermato molto presto ed era stato abbandonato, dopo ampi lavori di demolizione e sventramento, visto che nel frattempo l’azienda capofila del consorzio era stata sottoposta a procedura fallimentare. La proprietà era poi mutata, in quanto, uscita l’azienda capofila dal consorzio G&G, era passata ad una società formata dalle altre tre imprese attive nell’edilizia che avevano dato vita al G&G.  L’architetto creditore che sarà chiamato ad attivare il cantiere per far piazza pulita del “palazzone degli orrori” potrebbe uscire di scena dall’iter esecutivo per l’onerosità dell’impresa. A questo punto spetterebbe alla proprietà provvedere, ma è chiaro che la nuova società partorita dal G&G non ha più alcun interesse nell’affare immobiliare, anche perché si attende ancora l’esito dell’ultima asta “spendibile” dal tribunale dell’ex “Stracca”. A questo punto, in caso di inadempienza riguardo alla decisione del giudice, sempre per legge, competerebbe al Comune di Ancona la messa in sicurezza-abbattimento. Già. Il Comune. Il cui Ufficio tecnico, in passato aveva promesso di intervenire, magari con un’ordinanza di demolizione rivolta alla proprietà, cambiando poi idea per motivi giuridici. Dopo che l’assessore alle Manutenzioni Stefano Foresi e la sindaca Valeria Mancinelli erano stati sollecitati a darsi da fare proprio dai consiglieri del Ctp1, reduci da un’assemblea tenutasi il 2 luglio scorso coi residenti della zona in ci avevano lanciato l’sos sulla gravità strutturale dell’ex istituto Ragioneria con relativi rischi di incolumità per i passanti.

Ex scuola “Stracca” fatiscente e pericolosa, chiesta la messa in sicurezza: «C’è il rischio crollo»

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