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E’ anconetano il disegnatore delle ‘Sardine’
«La mia matita prestata alle loro idee»

INTERVISTA - Si chiama Nicola Gobbi l'autore del disegno che è diventato il simbolo del movimento partito con il flash mob di piazza Maggiore, a Bologna. «Non mi aspettavo tutta questa risonanza, ma ben vengano quelle iniziative che possono creare movimento di idee e opinioni»
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Nicola Gobbi a Propaganda Live

 

di Federica Serfilippi

Si chiama Nicola Gobbi, è anconetano, ha 33 anni ed è l’illustratore ‘ufficiale’ del movimento delle ‘Sardine’. E’ lui l’autore di quel disegno che lo scorso 15 novembre ha contribuito a far confluire a Bologna, in piazza Maggiore, migliaia di persone, scese in strada per un flash mob contro il partito di Matteo Salvini. L’illustrazione con dieci sardine una attaccata all’altra e la vignetta ‘Bologna non si lega’ sono rimbalzate sui social, diventando il simbolo di quello che è ora un vero e proprio movimento, con tanto di iniziative organizzate in molte città italiane. A fare da collante agli eventi è proprio il disegno di Gobbi, diplomato alla scuola internazionale Comix di Jesi e all’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Il capoluogo emiliano gli ha permesso di conoscere anni fa Mattia Sartori, uno dei quattro ideatori delle Sardine. «Mattia – racconta l’anconetano – mi ha chiamato poco prima del flash mob. Si è trattato di un disegno last minute, mi sono state date delle indicazioni e poi mi sono messo all’opera, proponendo due bozzetti. La frase ‘Bologna non si lega’ era già stata pensata. Io ho solo messo a disposizione la mia mano e la mia matita».

Il disegno di Nicola Gobbi

La risonanza mediatica delle ‘Sardine’ è innegabile: «Non mi aspettavo tutto questo. L’evento del flash mob pensavo fosse una grande iniziativa, certo, ma  non che potesse avere strascichi del genere».  Gobbi è già al lavoro con nuove idee. «Sto elaborando delle vignette per le ‘Sardine’. Metterò a disposizione la mia mano, al testo ci penseranno loro». Gobbi lavora stabilmente a Parigi come fumettista e nelle sue opere si è sempre occupato di temi sociali e politici. «E’ quello che muove il mio lavoro, ho sempre pensato di voler contribuire con le mie capacità a iniziative e proposte che partono dal basso e che mirano a costruire confronti, discussioni e incontri». Ad Ancona, il 33enne torna soprattutto per portare avanti laboratori creativi con i bambini, attraverso i progetti delle scuole e dell’associazione Nie Wiem. Da poco è uscita la sua ultima creazione a fumetti. Si chiama ‘Rouge Passé e racconta la storia della brigatista Anna Laura Braghetti. Il suo primo romanzo a fumetti, scritto con Jacopo Frey nel 2013, si chiama  “In fondo alla speranza – ipotesi su Alexander Langer”. E’ stato insignito del premio Cosmonauti come miglior esordio al festival ‘Tra le Nuvole’ del 2014. Del 2015 è invece ‘Come il colore della terra’ (sceneggiatura di Marco Gastoni), una favola fantastica ambientata nei territori liberati del Chiapas, nel sud del Messico.

 

 

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