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Giorgia Meloni ad Ancona:
«FdI pronto a governare la Regione,
la prossima settimana il candidato»

MARCHE 2020 – Tra il siparietto con il portavoce regionale Carlo Ciccioli ed una frecciata tranchant alle Sardine, la leader di Fdi annuncia alla gremita platea del Ridotto delle Muse che «nei prossimi giorni sarà ufficializzato il nome di chi guiderà la coalizione di centrodestra. Chiederemo sia uno dei nostri». Al suo fianco anche Francesco Acquaroli e Guido Castelli, i due in pole per la candidatura
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La leader Fdi Giorgia Meloni

 

di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)

Arriva al Ridotto delle Muse in orario sulla tabella di marcia, ‘scortata’ dal portavoce regionale Carlo Ciccioli e dal deputato Francesco Acquaroli (insieme alla consigliere regionale Elena Leonardi ed al coordinatore provinciale di Ancona Lorenzo Rabini). Della rosa dei tre ipotetici candidati governatori targati Fratelli d’Italia manca all’appello solo l’ex sindaco di Ascoli Guido Castelli, che arriva prima degli altri ed in solitaria. Materia da aruspici, ma il fatto che sia sempre l’ex primo cittadino di Potenza Picena ad affiancare, anche plasticamente, Giorgia Meloni nel suo tour delle Marche non passa inosservato. Nel testa a testa Acquaroli-Castelli ipotizzato dai pronostici, dunque, il primo sembrerebbe un passo avanti, ma a domanda diretta, la leader risponde in punta di piedi, preferendo non compromettere i rapporti diplomatici con quel tavolo nazionale con gli alleati ancora in corso.
«Nei prossimi giorni saranno ufficializzati i candidati presidenti del centrodestra in tutte le regioni nelle quali si andrà al voto da qui alla prossima primavera – traccia la road map Meloni –. Fdi chiederà la possibilità di guidare la coalizione anche nelle Marche, regione in cui pensiamo di poter fare molto bene, data la classe dirigente straordinaria che può fare la differenza. Chiaramente dovranno essere d’accordo anche gli alleati, ma in capo ad una settimana avremo il responso. Prima ci muoviamo e meglio è». E sul candidato glissa: «Non è oggetto solo di una mia scelta. Ho le mie idee, farò la mia proposta, ma dipende anche da ciò che dicono gli alleati. I nomi li conoscete, ma prima si decide e poi si comunicano. Aspettiamo la riunione definitiva, ci stiamo organizzando per incastrare le rispettive agende, ma se dico che Fdi si candida a governare questa regione, lo faccio con cognizione di causa».

Da sinistra, Meloni, Ciccioli, Acquaroli e Castelli

Nell’attesa del responso definitivo, tutti schierati, uno accanto all’altro, i Fratelli d’Italia made in Marche, pronti a declinare la ricetta nazionale nei confini regionali, di fronte ad un gremito Ridotto delle Muse da posti in piedi. Ad ascoltare, tra gli altri, il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, Nino di Ruscio, gli amministratori, attuali e passati, Andrea Assenti, Massimo Bello, Antonio Baldelli, Ivana Ballante. E c’è anche il capogruppo comunale di Forza Italia, Daniele Berardinelli.
L’intervento di Meloni si apre con il siparietto con Ciccioli, che le chiede «di essere spesso qui nelle Marche nei prossimi mesi». «Sono 20 anni che vengo spesso qui», replica ironica la leader Fdi, «e sono felice di essere qui anche oggi, nonostante sia febbricitante, ma si sa, frequento gente come Ciccioli, quindi non ho diritti sindacali di sorta». Cita la parodia che l’ha vista protagonista del web negli ultimi mesi quando, parlando della necessità di coniugare i tempi del lavoro e quelli della famiglia, aggiunge: «lo sanno tutti che sono Giorgia, donna, madre, cristiana», e raccoglie applausi scroscianti sui cavalli di battaglia di sicurezza ed immigrazione. E chiude con una battuta tranchant sulle Sardine, che manifesteranno in piazza del Papa dalle 18,30: «Gente che non ha nulla da fare e va in piazza a protestare contro qualcuno. È azzeccato il simbolo delle sardina: tutti uguali, che procedono in banchi senza farsi domande, e di solito finiscono boccone di qualche grande squalo».

Il tour marchigiano della Meloni l’ha vista fare tappa in mattinata a Loreto ed alla Confartigianato, per poi presentare la classe dirigente ad Ancona e recarsi infine Macerata per lanciare il Manifesto per la lotta alle droghe.
«Ci tenevo a fare primo passaggio in questa regione, dove stiamo spendendo gran parte delle nostre energie. Liberare le energie potenziali soffocate da occasioni perse in un territorio al centro d’Italia, ma isolato dal resto della nazione. Siamo pronti a governare la regione Marche con una proposta di governo seria e credibile». Si sofferma poi a parlare della questione del sisma, definendo Fdi «il partito capofila nella ricostruzione post terremoto: abbiamo chiesto che il commissario Farabollini avesse gli stessi poteri di quello a Genova, ma non è passato. Abbiamo parlato per giorni del decreto terremoto in parlamento, ma hanno bocciato tutti i nostri emendamenti di buon senso».
Ad aprire gli interventi ci pensa il consigliere comunale dorico, Angelo Eliantonio, che sferra un attacco frontale alla sindaca di Ancona Valeria Mancinelli per aver sostenuto la manifestazione delle Sardine e mantiene alta l’attenzione sull’inchiesta Ghost Jobs, mentre Rabini parla di Ancona come «luogo simbolo». Ciccioli ha puntualizzato che Fdi «è qui per liberare le Marche», puntando i riflettori su infrastrutture e sanità. Mentre i due centravanti nella corsa a palazzo Raffaello, Acquaroli e Castelli propongono la ricetta per risollevare le Marche dal declino economico che la vede scivolare verso il sud. Leonardi attacca il governatore Ceriscioli «per aver anteposto i bisogni di partito a quelli dei marchigiani nella ricostruzione». L’appuntamento si conclude sulle note dell’Inno di Mameli, cantato da tutti i relatori.

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