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La fisioterapista e la star:
«Ho conosciuto Eros su Instagram,
finalmente ci siamo incontrati»

LA STORIA - Silvia Carletti, di Treia, ha realizzato un sogno. Ramazzotti l'ha contattata, come le aveva promesso, un anno e mezzo dopo lo scambio di messaggi sul social network. «Mi ha telefonato per fare una terapia, ci siamo visti ad Ancona quando è venuto per il concerto. Mi ha accolto come se mi conoscesse da sempre»
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Silvia Carletti insieme a Eros Ramazzotti

 

di Maurizio Verdenelli

«Eccomi Silvia… sono Eros». Un sussurro, un’emozione per sempre, un messaggio (audio, via Whatsapp) per un appuntamento atteso almeno 15 anni come in un libro di Gabriel Garcia Marquez ed annunciato 16 mesi prima. «Esattamente il 31 luglio 2018 quando lui si era detto quasi deluso che non fossi di Milano» dice la dottoressa Silvia Carletti da Passo di Treia, 33 anni, perdutamente fan di Eros da «quando avevo 18 anni». Eros è naturalmente (chi altrimenti?) Ramazzotti, 56 anni, romano. Vale a dire una delle migliori espressioni della musica italiana degli ultimi decenni, attualmente impegnato nel tour “Vita ce n’è world tour” che l’ha visto martedì scorso ad Ancona in un concerto sold out mesi prima e che lo vedrà da gennaio percorrere le strade americane, dopo quelle europee, successo dopo successo.

Silvia Carletti

La favola bella di Silvia, sposata con Paolo Orazi, madre di due splendide bambine Margherita ed Alice, laureata con il massimo dei voti nel 2008 in Fisioterapia all’Università Politecnica delle Marche, inizia con Instagram. «Con Eros abbiamo convenuto sorridendo che non tutti i mali vengono dai social, visto che ci siamo conosciuti attraverso quel canale e sempre tramite Instagram lui aveva anche contattato e poi messo sotto contratto un talentuoso componente della sua band», sorride Silvia. Che un bellissimo giorno di due estati fa riceve tramite il social “fotografico” un messaggio, dalla terra dei suoi sogni di ragazza. Un contatto speciale, di cui lei è follower da sempre («anche mio marito sa che ho sempre nutrito un’ammirazione speciale per Ramazzotti, al pari delle ragazze della mia generazione ed oltre», e Paolo fa sì con il capo, sorridendo).

Sì, proprio lui. La superstar che fa il pienone in stadi e palasport, che ha uno staff di cento persone al seguito nei tour, aveva preso cellulare e “pennino” per scrivere alla fan, laureata in Fisioterapia e all’attivo un elenco lungo così di specializzazioni in terapia manuale e manipolazioni (fasciali e vertebrali) per chiederle il beneficio di un massaggio. Trattamento necessario per un artista che deve mantenere anche doti atletiche per superare le due ore e mezzo di un concerto, muovendosi senza soste lungo palchi “infiniti” fronteggiando un pubblico altrettanto infinito. «Sei di Milano, Silvia?». «No, mi mi dispiace: della provincia marchigiana». «Acc…dovrò in ogni caso essere tra un anno e mezzo ad Ancona. A fine 2019 mi farò sentire».
E’ iniziata da quel fine luglio 2018 la lunga speranza della dottoressa Carletti. «Veramente non ci speravo tanto… un anno e mezzo è lungo, chissà poi come sarebbe andata veramente a finire. Nessuno poi, mi credeva: “Ramazzotti che ti chiama senza neppure conoscerti?”». Poi una settimana prima del concerto ad Ancona, quella voce profonda ed inconfondibile: “Sono Eros…”. E l’appuntamento al Grand Hotel Palace di Ancona, fronte porto, dove Ramazzotti ha alloggiato in attesa del concerto al Palapromoteo.

Eros Ramazzotti

L’appuntamento, il giorno prima, lunedì 2 dicembre, alle 15 in punto. «Lui mi ha accolto come se mi conoscesse da sempre: un abbraccio caloroso, due baci sulle guance che serberò nella memoria per un bel pezzetto. Poi il massaggio, nella sua stanza, soltanto io e lui senza Alex la guardia del corpo accanto, durato due ore rispetto ai 60 minuti previsti».
Gambe, braccia, torace e piedi (riflessologia plantare): un lavoro che si raddoppiava man mano che lo specialissimo paziente veniva a conoscenza della molteplicità delle specializzazioni della fisioterapista. «E’ stata dura, non si è trattato di un semplice massaggio rilassante, ma un massaggio profondo che mi ha impegnato doppiamente: dovevo essere all’altezza della situazione sopratutto con Ramazzotti. E che emozione, quando alla fine mi ha teso le braccia dal lettino chiedendo di essere aiutato ad alzarsi».

Che impressioni?
«Non ho voluto far pressioni su di lui e mi sono tenuta dentro il mare di domande che avrei voluto fargli. Eros aveva avuto fiducia in me, senza conoscermi: poteva rivolgersi all’hotel, invece la sua scelta era stata personale dopo aver controllato evidentemente sul sito le mie referenze (la dottoressa Carletti ha un avviato studio professionale a Passo di Treia ndr). Qualche domanda comunque sono riuscita a fargliela…».

Cioè?
«Sui marchigiani: per lui, tutti molto simpatici. Il padre ha una villa nel reatino e contatti con la nostra terra, Eros li ha avuti sin da ragazzo. Poi quella battuta che non tutti i social vengono per nuocere. E sopratutto il riferimento ai suoi amatissimi cavalli. Non a caso nel suo profilo c’è lui in sella in compagnia di una delle sue figlie. Abbiamo parlato anche delle mie, delle quali si è ricordato al momento di ringraziarmi il giorno dopo, soddisfatto per il trattamento ricevuto…’ricordati, Silvia, di dare un bacione da parte mia alle tue bimbe’. Si sente il cuore di padre che batte sempre in lui, commovente».

Poi?
«Al termine ero così confusa ed emozionata che mi son dimenticata di chiedergli un autografo, una dedica. Non lui però che ha voluto scattare un selfie con me. Poi mi ha chiesto se avevo il biglietto per il concerto, nel caso me ne avrebbe dato uno omaggio. Certo che ce l’avevo! Sin da marzo! Ho colto sul suo volto un sorriso che per me è stato un bel ringraziamento. Ma lui: “In ogni caso ti faccio passare per prima così che occuperai i posti sotto il palco” per i quali c’era una fila sin dalle ore 10, in attesa che i cancelli del palas s’aprissero alle ore 19. Io con l’amica Monia, sono arrivata alle 18 ed Alex ci ha fatto entrare seguite dalle occhiatacce da chi bivaccava da otto ore. Siamo state le prime due, in assoluto ad entrare al Palapromoteo per assistere al concerto. Ha cantato tutte le sue canzoni, sin da “Terra promessa” e “Un’emozione per sempre”, le primissime che la lanciarono all’inizio della carriera. Dal palco, che gioia quando Ramazzotti mi ha salutato con la mano! Insomma giorni indimenticabili. Giorni indimenticabili. Un sogno realizzato».

Ci sarà un seguito?
«Certo, perché andrò senz’altro ai suoi futuri concerti che terrà nelle Marche e dintorni. E perché credo ad Eros quando mi ha detto “ci rivedremo”, e lui le promesse ha promesso di mantenerle».

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