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Ceriscioli sì, Ceriscioli no
Centrosinistra spaccato in due

REGIONALI 2020 - Questa sera il tavolo di maggioranza durante il quale si è parlato soprattutto di programma e coalizione - con l'ok ad allargare il perimetro al Movimento 5 stelle - ma anche di candidature. Restano alla finestra Sauro Longhi e l'asse dei sindaci Mancinelli-Ricci. Intanto, entro la settimana si dovrebbe sapere chi, tra Acquaroli e Castelli, ha vinto il testa a testa nella leadership del centrodestra
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Il governatore uscente Luca Ceriscioli

 

di Martina Marinangeli

Dopo la tagliola interna, arriva quella della coalizione. È una maratona ad ostacoli quella che sta correndo l’attuale governatore Dem Luca Ceriscioli per la riconferma. Incassato l’ok a denti stretti dal suo partito nella direzione regionale di venerdì, oggi il suo nome quale candidato del centrosinistra nella competizione elettorale di primavera è passato al vaglio degli alleati, macinando scarsi risultati. Se i Verdi sarebbero pronti a sostenere il Ceriscioli bis, così come i socialisti – anche se in questo caso con diversi distinguo – gli altri presenti oggi al tavolo non sembrano altrettanto entusiasti. A chiedere a gran voce discontinuità (benché il segretario regionale Dem Giovanni Gostoli abbia invitato tutti a smettere di usare questo termine, preferendo l’inciso «fase nuova»)  sono in primis Italia Viva ed Articolo 1, membri della maggioranza di governo che da tempo chiedono un cambio di passo al vertice. Ma al loro auspicio fa eco anche quello dei civici – sia di Ancona che del Maceratese – di Italia dei Valori, rappresentata da David Favia, ed Italia in Comune, movimento che appoggia il progetto di Federico Pizzarotti. Al partecipatissimo tavolo era presente anche +Europa, che nel 2020 correrà in coalizione di centrosinistra, mentre esce dall’eterogeneo mix Udc-Popolari Marche, rappresentato dall’assessora esterna Loretta Bravi e dal consigliere Luca Marconi. Nelle altre regioni, quel che resta dell’Udc si è spostato sull’asse di destra e anche nelle Marche pare essere questo l’orientamento.

Sauro Longhi, ex rettore Politecnica

La questione candidato è stata subito tolta dal tavolo dalla relazione introduttiva di Gostoli, che ha puntato tutto su programma e perimetro dell’alleanza, rinviando ad un futuro prossimo non meglio specificato la discussione sui nomi, ma era inevitabile che il discorso uscisse.
Sul nome di Ceriscioli, dunque, non pare esserci convergenza, oltretutto al netto dell’asse in fieri con quel Movimento 5 stelle che ha già posto il veto sul governatore. La situazione è liquida e pare sempre più difficile centrare l’obiettivo di avere un candidato entro Natale, come auspicato, tra gli altri, dalla sindaca dorica Valeria Mancinelli. Oltre a Ceriscioli, attualmente unico nome certo sul tavolo, girano da tempo ipotesi alternative per la leadership del centrosinistra, a partire dall’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, che riuscirebbe a fare sintesi tra Dem, sinistre varie e pentastellati. E nel prossimo futuro molto potrebbe incidere anche l’asse dei sindaci Mancinelli-Ricci, in un fil rouge da Pesaro ad Ancona che si è decisamente rafforzato nell’ultimo periodo.
Mentre il centrosinistra fa i conti con i suoi demoni interni, alle prese con la delicata tessitura dell’ipotetica alleanza coi 5 stelle, il centrodestra si avvia alla scelta definitiva del suo candidato ed entro la settimana si dovrebbe sapere chi sarà a spuntarla tra il deputato Francesco Acquaroli e l’ex sindaco di Ascoli Guido Castelli, entrambi in forze a Fratelli d’Italia.

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