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Il ministro Boccia da Ceriscioli:
«Sul sisma Marche penalizzate»

ANCONA - Il titolare del dicastero agli Affari istituzionali impegnato in una giornata marchigiana tra tre diversi incontri a palazzo Raffaello. Il primo, un vis a vis con il governatore Luca Ceriscioli, ha avuto come temi cardine quelli di autonomia e ricostruzione, ed è stato seguito da un confronto con il resto della giunta ed uno con una delegazione del consiglio regionale
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Il ministro Boccia ed il governatore Ceriscioli

 

di Martina Marinangeli

«Sul sisma, le Marche sono state penalizzate e questo bisogna dirlo con chiarezza». Va subito al cuore del problema del territorio il ministro agli Affari regionali Francesco Boccia, oggi impegnato in una giornata marchigiana che lo ha visto districarsi tra tre diversi incontri a palazzo Raffaello ad Ancona. Il primo, un vis a vis con il governatore Luca Ceriscioli, ha avuto come temi cardine, in particolare, quelli di autonomia e ricostruzione, ed è stato seguito da un confronto con il resto della giunta ed uno con una delegazione del consiglio regionale guidata dal èresidente Antonio Mastrovincenzo, e con la presenza dei consiglieri di Pd (Renato Claudio Minardi, Enzo Giancarli e Francesco Giacinti) e Movimento 5 stelle (Gianni Maggi, Romina Pergolesi e Peppe Giorgini), ovvero le due anime della maggioranza nazionale.

Un format mutuato dagli appuntamenti già avuti con altre regioni per la questione dell’autonomia differenziata, ma che nelle Marche non ha potuto prescindere da un punto sulla ricostruzione post-terremoto. «Ci sono modelli che hanno funzionato o che stanno funzionando, penso alla Liguria o all’Emilia Romagna – commenta Boccia – L’obiettivo è rendere le Regioni tutti uguali ed in questo momento non lo sono. Non è più accettabile che ci siano strumenti straordinari diversi da territorio a territorio. Ho la responsabilità del ministero delle Autonomie e ho cinque, sei, sette istanze diverse da Regioni che hanno subito calamità, terremoti e alluvioni. La ricostruzione deve essere fatta presto perché quando c’è un dramma la gente vuole rivedere le cose come erano prima della calamità. Dobbiamo dare gli stessi strumenti a tutti». Ha poi concluso auspicando che, una volta approvata la Manovra, si possa aprire «una discussione franca su come omogenizzare gli strumenti». Nell’incontro con la delegazione di consiglieri regionali, richiesto dal ministro – assenti Articolo 1, Italia Viva e Uniti per le Marche perché impegnati nel tavolo di maggioranza – si è poi discusso a margine anche di questioni più politiche, legate alle elezioni di primavera e ad un’ipotesi di alleanza giallo-rossa: «E’ emersa un’unità di intenti al fine di lavorare insieme per mettere le basi per un’intesa in tempi rapidi anche nella nostra regione», commenta Mastrovincenzo, e il ministro ha garantito la sua collaborazione in tal senso.

Il presidente del Consiglio regionale Mastrovincenzo ed il ministro Boccia

L’appuntamento di oggi era però incentrato sulla bozza di ‘legge quadro’ che definirà le regole per le intese con le Regioni in tema di autonomia differenziata. Il testo ha ricevuto il consenso da tutte le Regioni: «quello che è cambiato oggi, con il nuovo Governo – è il punto di Ceriscioli – è l’atteggiamento che supera alcune contraddizioni che in precedenza avevano tenuto bloccato il percorso. Innanzitutto, adesso ci si occupa del tema della sperequazione in modo serio. Il rischio era quello di avere un sud completamente contrario al percorso delle autonomie perché questo metteva in pericolo le risorse in una situazione già difficile. In secondo luogo in questo modo l’autonomia non è più riservata a poche Regioni, ma tutti possiamo contare su questa procedura, anche le piccole Marche. La legge quadro va infatti a tracciare la strada che ognuno deve seguire per ottenere gli accordi sulle singole discipline e apre un percorso che da un lato mette tutte le Regioni d’accordo evitando squilibri e dall’altro tratta le piccole al pari delle grandi». Le Marche, virtuose e con i conti a posto, possono dunque sedere al tavolo per giocare la partita della qualità dei servizi. «Ci sentiamo più garantiti, riconosciamo l’ottimo lavoro fatto dal Ministro e aspettiamo che il Parlamento approvi questa normativa per avviare un cantiere importante», conclude Ceriscioli, che tra le 15 materie per cui chiederebbe l’autonomia differenziata, cita «sviluppo economico, beni culturali e turismo».

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