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Mancinelli detta la linea del 2020:
«Ecco la mia Ancona green,
ma guai ai feticci ambientalisti»

LA SINDACA dorica stila un bilancio del 2019, definendo l'episodio di corruzione «un sintomo da febbre a 37,8», e guarda all'anno che sta per iniziare, tra cantieri, focus su Mercato delle erbe, nuova piazza D'Armi e una parziale apertura sull'estensione della ztl in centro. E sulle Regionali ribadisce: «mai contro Ceriscioli, non sono un killer»
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La sindaca Valeria Mancinelli in un momento dell’intervista

di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)

Un 2019 tra alti e bassi, con lo scandalo corruzione in Comune e il premio come miglior sindaco del mondo, e un 2020 ricolmo di progetti: dall’illuminazione del waterfront, alla nuova piazza d’Armi, passando per la mobilità sostenibile e la svolta green della città. Un punto interrogativo: le Regionali del 2020. L’intervista di fine anno alla sindaca Valeria Mancinelli.

Sindaca, volendo fare un bilancio del 2019, si può dire che è stato un anno di alti e bassi, per usare un eufemismo: partito con il World mayor prize, è finito con l’inchiesta Ghost Jobs. Nel bene e nel male, Ancona è salita agli onori della cronaca a livello nazionale. 
«Diciamo che la seconda ce la saremmo volentieri risparmiata. La prima, quanto a ribalta nazionale, andava già benissimo».

Ironia a parte, l’inchiesta ha però evidenziato carenze oggettive nella filiera dei controlli.
«Su questo, bisogna essere chiari. È un episodio molto grave, sintomo della necessità di mettere in campo maggiori anticorpi, però bisogna capire anche la reale entità del sintomo: un conto è un 37,8 di febbre, un conto è avere 40. Senza voler sminuire la gravità dell’episodio, o dire che non è successo niente – perché è evidente che non è così –, se alla fine dell’indagine emergesse che nel sintomo più grave, ovvero la corruzione, l’unico coinvolto fosse il geometra Bonci, sarebbe da 37,8. Se su 750 dipendenti del Comune, solo uno è corrotto, non è consolante, ma non è neanche il ‘sistema Ancona’».

Cosa si sta facendo per prevenire il ripetersi di deviazioni del genere?
«Metteremo in campo ulteriori controlli, rispetto a quelli – formalmente sempre fatti – previsti dalla legge sui Lavori pubblici. In termini di prevenzione generale, avere una macchina comunale più forte, con più persone, aiuta. Questa sarà una delle priorità del 2020: potenziare la macchina comunale, e oggi, a differenza degli ultimi anni, non ci sono più vincoli alle assunzioni nei comuni. Inoltre, ci confronteremo con altre città per mutuare pratiche specifiche di controlli a valle, specie sui piccoli lavori».

A proposito di priorità, scavalchiamo il 2019 ed arriviamo al 2020: cosa si prospetta per Ancona nell’anno che sta entrando?
«Si va verso la realizzazione dei progetti di riqualificazione previsti nel Piano strategico. Quelli del Bando periferie e dell’Iti Waterfront sono sicuramente una parte consistente e partiranno i cantieri, ma si andrà avanti anche con la fase di progettazione per la nuova piazza D’Armi, che è un’altra operazione strategica di riqualificazione, non solo da un punto di vista urbanistico, ma anche per la funzione economica ed identitaria di quella parte della città. Così come si andrà avanti con il progetto di restyling del Mercato delle Erbe: per capire se spostare temporaneamente le attività all’ex Savoia o in piazza Pertini, sta proseguendo il confronto con gli operatori».

Fin qui, i progetti ‘macro’: c’è in programma anche qualcosa per le criticità comunque rilevanti, ma meno sotto i riflettori?
«Abbiamo previsto un piano consistente, con mutui per circa 10 milioni di euro, per la manutenzione straordinaria della città, già iniziata negli scorsi anni, ma che verrà intensificata nel 2020, e riguarderà strade, scuole, impianti sportivi e mercati cittadini. Parlo di almeno 50 piccoli e medi interventi diffusi sull’esistente. Il tema che con più forza verrà avanti nel 2020, però, è quello del trasporto pubblico e della mobilità, con la vera metropolitana di superficie».

Polemizza sulla questione della stazione marittima?
«No, ma la vera metropolitana di superficie è quella dell’anello dei filobus – puntando sull’elettrificazione del trasporto urbano –, con frequenza di ogni cinque minuti, per drenare gli arrivi diretti in centro città, insieme ai parcheggi scambiatori. Nel 2020, partiranno i lavori per completare l’anello filoviario, con soldi già a bilancio, e speriamo di portare a casa anche un ulteriore bando del Mit, da 7 milioni di euro, per acquistare nuovi filobus. Inoltre, sempre con fondi nazionali, metteremo mano al Piano urbano della mobilità sostenibile. E poi ci sono gli shuttle del porto e quelli per il collegamento diretto con l’ospedale di Torrette. Insomma, una serie di interventi con uno scopo comune».

Restando in tema, c’è una forte resistenza, da parte di molti residenti, nei confronti della realizzazione del park San Martino, che potrebbe causare un aumento del traffico in centro: come risponde?
«Una richiesta di parcheggi per la sosta veloce in centro c’è e ci sarà, e così diamo una risposta, a prezzi più contenuti. Le tariffe del park di piazza Pertini sono più alte di quelle dei parcheggi a raso ed oggi chi ha esigenza di sosta rapida, di fermarsi un’ora in centro, tende a fare due o tre giri sperando di trovare posto nei secondi, producendo così un flusso di traffico. Il parcheggio San Martino vuole intercettare questa esigenza, a cui non riescono a dare risposta neanche il Traiano ed il Cialdini, garantendo prezzi più competitivi per la prima ora ed aumentandoli poi dalla seconda, perché non vogliamo incentivare la sosta lunga in centro. Vogliamo smentire una visione per feticci di politiche ambientali, come è stata la stazione marittima: non puoi immaginare di chiudere l’accesso alle macchine agli Archi, rendendo tutto isola pedonale».

Niente estensione della Ztl, quindi?
«A meno che non vogliamo chiudere mezza città, la Ztl non può partire dagli Archi ed arrivare fino al Passetto. Si può ragionare con i residenti per estenderla a certe zone come quelle medievali, Guasco e San Pietro, via Astagno e via Podesti, oggi impropriamente usate come strade di uscita dal centro. La politica ambientale per feticci fa ottima propaganda, ma non va bene nella realtà, perché non fa i conti con le esigenze Quello che si può fare, è incentivare al massimo il mezzo di trasporto pubblico verso il centro, consapevoli però che ci sono fasce di mobilità diversa»

Chiudiamo con una questione più politica: il 2020 sarà l’anno delle Regionali ed il Pd appare in fibrillazione, con il ‘dossier candidato’ che scotta più di quanto non si dica a microfoni accesi. Qual è la sua posizione riguardo alla partita?
«In tutto questo bailamme non ci voglio entrare: credo che il centrosinistra avrebbe dovuto decidere coalizione, programma e candidato già un anno fa, perché così si fanno le cose che possono funzionare. Ora siamo già in ritardo: dobbiamo accelerare e prendere una decisione. E credo che poco dopo l’Epifania avremo un quadro definito, comunque prima delle elezioni in Emilia Romagna. A differenza del centrodestra, non possiamo permetterci di continuare a galleggiare e prendere tempo: se arriviamo a febbraio o marzo, neanche Mandrake riuscirebbe a vincere».

Domanda fatta in tutte le salse: si candida?
«Finché c’è un dibattito aperto negli organismi di partito, quello che devo dire lo dico lì. L’unica cosa che ribadisco, come già detto, è che non mi candiderò mai contro il governatore uscente perché non sono un killer».

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