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Una vita da vocalist,
Kovac inarrestabile:
è candidato al Dance Music Awards

TERZA NOMINATION per l'art director 33enne di Castelfidardo Luca Coacci: «È un attestato di stima che mi ripaga di tutti i sacrifici. La fortuna non basta, ci vuole impegno»
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Luca Coacci, in arte Kovac, a Courmayeur

 

di Elisabetta Pugliese

«Sono molti anni che faccio questo lavoro, ho fatto tanti sacrifici per arrivare fin qui. È la mia terza candidatura, un attestato di stima che per me vale molto». È emozionato l’art director Luca Coacci, in arte Kovac, nel raccontare la sua nomination a “miglior vocalist man” italiano ricevuta per il Dance Music Awards, una cerimonia degli oscar all’italiana dedicata al mondo della musica dance e delle discoteche. Le votazioni sono terminate ieri ed entro 15 giorni si sapranno i nomi dei dieci  finalisti. Come lui, molti altri suoi colleghi, ma anche locali, della regione sono candidati al premio: per la categoria “miglior P.R.” troviamo Lino del Bianco, per i “migliori dj house producer” Samuele Sartini, per i “migliori winter discoclub” il Donoma e il Mia Clubbing di Porto Recanati e per i “migliori summer discoclub” lo Shada Beach Club di Civitanova. 

Dj, vocalist, speaker e presentatore di eventi, il polivalente Kovac di Castelfidardo nei suoi 33 anni ha girato per molti locali e partecipato a numerosi eventi, raggiungendo risultati di spicco, tra questi anche la terza nomination al Dance Music Awards. «Le categorie sono molte – ha raccontato – Al loro interno vengono inseriti dei nomi che corrispondono a dei parametri, ad esempio chi rientra nel “miglior vocalist” deve avere un certo numero di fan sulla sua pagina Facebook ed aver lavorato in almeno sei o sette locali. In seguito partono delle votazioni tramite il sito; affinché siano valide, bisogna esprimersi su almeno 5 delle categorie proposte. Alla fine, c’è la finale con i primi dieci di ogni gruppo e i primi classificati vinceranno il premio. Il punteggio – ha spiegato l’art director – viene assegnato sia in base ai voti sul web, sia dalle preferenze di una giuria di esperti del settore presenti per la serata».

Kovac al Donoma

Come tutti i ragazzi, il giovane poliedrico ha iniziato dal basso, proprio nella sua città: «Ho iniziato con tutt’altra aspettativa – ha raccontato Kovac – Non amavo le discoteche, mi sono diplomato in ragioneria, poi ho iniziato Economia e commercio ma non l’ho terminata, perché in quel periodo iniziava la mia passione. Ho organizzato i primi eventi in un semplice bar di Castelfidardo; dopo le prime serate, il locale ha iniziato ad essere frequentatissimo. Da lì sono passato alla discoteca Comedia della mia città, ma il boom l’ho avuto nel 2010 al Caio Coco di Porto Recanati. Fino a quel momento, non c’erano serate in programma per il venerdì sera; ho iniziato ad organizzarle e si è arrivati a picchi di 2000 persone. Da lì in poi è stato un crescendo – ha proseguito – ho collaborato con la famiglia Ascani, dividendomi tra Lola, Green Leaves e Babaloo».

Ma le sue aspirazioni non si fermano nelle Marche, nasce presto il desiderio di conoscere realtà diverse da quelle regionali: «Avevo fatto già molte cose qui, la mia ambizione era di andare oltre. Finalmente, attraverso un annuncio di lavoro, è arrivata l’occasione: cercavano personale artistico per il “Super G”, un italian mountain club a Courmayeur e ho iniziato un rapporto di quattro anni. La struttura – ha precisato – si occupa di hotellerie, ristorazione, intrattenimento e benessere. Io sono il manager di uno di questi quattro outlet, mi occupo nello specifico della parte artistica e musicale. I brani sono presenti in tutta la giornata, dalle 8 del mattino alle 24, chiaramente nei mood e nel volume appropriati alla fascia oraria. Una delle cose più belle è l’après-ski, un happy hour dalle 14 alle 18 direttamente sulle piste da sci».

Si divide tra numerose attività il vocalist e art director, gira molto, non si ferma mai. Il suo lavoro richiede tante rinunce e fatica, ma ne vale la pena: «Sono in Valle d’Aosta da quattro anni, le persone ci visitano da ogni parte del mondo, arrivano perfino personaggi famosi. Courmayeur è uno degli impianti sciistici invernali più importanti d’Italia, è il coronamento di un sogno che mi ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto, perché la verità è che non basta avere fortuna. Non è facile lasciare casa e farsi quattro mesi in montagna, anche perché tutto ciò che è intrattenimento è all’esterno della struttura e si lavora in mezzo alla neve, a 8-10 gradi sotto lo zero. Si combatte contro la forza della natura – ha concluso – con il vento sferzante a 70-80 chilometri orari e il freddo. Di sicuro non è semplice, ma quando il locale riesce nell’evento ed è molto frequentato è una grande soddisfazione». In estate, però, Kovac torna a Castelfidardo, nella sua terra a cui resta comunque legato.

A destra Lino del Bianco, candidato al Dance Music Awards come “miglior P.R.” italiano, insieme a Giulia de Lellis e Stefano Borroni, titolare di un’agenzia di booking

Samuele Sartini, candidato al Dance Music Awards per la categoria “migliori dj house producer”

Kovac al Coco Beach di Desenzano Del Garda

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