Opere abusive al campo sportivo,
il Comune dopo l’esposto
e il sopralluogo: «Vanno rimosse»

LORETO – Il responsabile del III Settore Servizi Tecnici comunali ha notificato una diffida formale a tre società sportive con l’ordine di smontare entro 15 giorni i manufatti costruiti al ‘Capodaglio’ a tutela della pubblica incolumità, ritenendo che sarebbe stata utilizzata parte degli spazi in modi non conformi alle autorizzazioni ricevute e «alle norme per le costruzioni in zona sismica»

L’impianto sportivio di via delle Betulle a Loreto (archivio)

Il comune di Loreto ha inviato una diffida formale a tre società sportive della città mariana per rimuovere sei manufatti che sarebbero stati costruiti abusivamente all’interno dell’impianto comunale ‘Capodaglio’ in via delle Betulle. L’atto è stato firmato ieri dal responsabile del III Settore Servizi Tecnici comunali e notificato alle società tramite pec, precisando che «emergono violazioni urbanistico-edilizie ed alle norme per le costruzioni in zona sismica». Irregolarità accertate durante un sopralluogo effettuato dallo stesso tecnico proprio l’11 maggio, a seguito di un esposto formale che aveva segnalato criticità nel complesso sportivo. I controlli — specifica l’atto – hanno rilevato la presenza di due strutture lignee adibite a magazzino nell’area del campo a cinque e quattro opere aggiuntive, tra le quali un box metallico per la biglietteria, un container utilizzato come lavanderia e altre strutture, nella zona del campo ad undici.

L’impianto sportivo è di proprietà comunale ed è suddiviso in due ‘subalterni’ con destinazioni d’uso definite. Il primo ospita l’area polifunzionale e gli spogliatoi, mentre il secondo comprende il campo maggiore con tribuna, infermeria e spazi accessori. Secondo il Comune le società sportive avrebbero finora utilizzato parte degli spazi in modi non conformi alle autorizzazioni ricevute, inclusa la trasformazione di un vano magazzino adibito a ufficio amministrativo. Il provvedimento, viene ricordato nei contenuti, si inserisce in un iter già avviato con precedenti ordinanze sindacali emanate nel 2024 e 2025, e conferma la posizione del Comune nel ritenere che «ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità e nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa, ricorrono i presupposti di fatto e di diritto per diffidare a rimuovere le suddette opere abusive ed il conseguente ripristino dello stato luoghi»

Entro quindici giorni pertanto le società, «ognuno per le proprie responsabilità in qualità di utilizzatrici dell’impianto sportivo comunale», dovranno cessare immediatamente l’utilizzo di tutti i manufatti e procedere allo smontaggio anche degli impianti elettrici e di scarico collegati. In caso di inadempimento, il Comune «procederà d’ufficio alla emissione dell’ordinanza di rimozione dei manufatti con addebito delle spese e alla denuncia dei fatti alla Procura della Repubblica per i reati ambientali e di pericolo all’incolumità pubblica accertati» si legge nell’atto. Al Comando di Polizia locale è stato demandato l’incarico di accertare l’avvenuta ottemperanza della diffida. Il Comune inoltre avvierà l’accertamento dei consumi idrici ed elettrici abusivi, i quali – avverte- «verranno addebitati formalmente ai responsabili dell’abuso o ripartiti in quota parte tra le società utilizzatrici in caso di mancata individuazione del trasgressore».

(Redazione CA)

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