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Strage alla Lanterna azzurra,
Regione parte civile al processo

CORINALDO - La banda dello spray al peperoncino il 5 marzo comparirà davanti al giudice, tra le contestazioni: associazione per delinquere e omicidio preterintenzionale. L'ente guidato da Luca Ceriscioli si costituirà insieme al Garante dei diritti
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Lanterna Azzurra

 

Strage di Corinaldo, al processo con rito abbreviato (5 marzo) la Regione e il Garante dei diritti si costituiranno parte civile. Imputati saranno sei ragazzi del Modenese (poco più che ventenni) che sono accusati di aver spruzzato dello spray al peperoncino, nella notte tra il 7 e l’8 dicembre del 2018) all’interno della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo. Secondo l’accusa volevano rubare delle collanine. In quel modo però avevano creato il panico e c’erano stati sei morti: cinque ragazzi (Mattia Orlandi, Daniele Pongetti, Asia Nasoni, Emma Fabini, Benedetta Vitali) e una mamma Eleonora Girolimini. Agli imputati (Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah) vengono contestati l’omicidio preterintenzionale, il ferimento di circa 200 persone. L’accusa è anche associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine: 40 sarebbero i furti commessi in varie discoteche d’Italia, sempre con lo stesso modus operandi dello spray al peperoncino, utilizzato per creare scompiglio nei locali e facilitare gli scippi ai danni degli avventori. Il presunto ricettatore della banda, Andrea Balugani, è già uscito dal procedimento dopo aver patteggiato quattro anni e due mesi di reclusione. Il governatore Luca Ceriscioli, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo e Andrea Nobili garante dei diritti, presenteranno nel corso di una conferenza stampa in Regione, il 10 febbraio alle 12, la decisione di costituirsi parti civili. Anche la presidente del Comitato genitori unitario (Cogeu), Luigina Bucci, sarà presente.

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