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Portella dei Palunci perde pezzi,
sos per lo storico monumento

ANCONA - Pietrisco e mattoni si stanno progressivamente distaccando dalla base del complesso architettonico trecentesco sul lungomare Vanvitelli
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Il complesso della Portella dei Palunci

 

di Giampaolo Milzi

Perde pezzi, ciò che resta del complesso architettonico della trecentesca e superba Porta dei Palunci, che cattura l’attenzione di chi passeggia per il tratto iniziale di lungomare Vanvitelli guardando l’area dello scalo marittimo di poco sottostante.

I segni di deterioramento

Pietrisco e mattoni si stanno progressivamente distaccando dalla base della parte angolare sinistra (per chi osserva dal lungomare) del breve tratto della cinta muraria duecentesca-trecentesca in cui si apre l’arco a sesto acuto della porta vera e propria. Danni forse inaspettati, visto che nel 2010 l’Autorità Portuale spese circa 90mila euro – attinti ad uno speciale fondo destinato al restauro di varie antiche strutture edilizie del porto storico – per il monumento, così elegante da ospitare durante le festività natalizie del 2018 un bel presepe. Il complesso della Palunci o Panunci, quasi tutto in laterizi e con blocchi di pietra bianca nella parte inferiore del fornice, è in realtà una delle tante case-torri con molo privato che si susseguivano in epoca medioevale e tardo medievale lungo il lungo tratto murario realizzato nel XIII secolo che andava dal molo nord sotto il colle Guasco e arrivava ai piedi della piccola altura dell’Astagno. Le porte erano in realtà definite Portelle (un po’ più piccole di quelle d’accesso alla città). Lambite tanti secoli fa dal mare, erano dotate di una piccola banchina destinata all’approdo della imbarcazioni dei mercanti, che poi entravano nell’area urbana con le loro mercanzie per vendere e contrattare.

La parte di cinta muraria che prosegue sulla destra è stata inglobata dall’edificio della Capitaneria di Porto, realizzato dopo la seconda guerra mondiale. Ma tra le strutture di Portelle salvatesi dai bombardamenti aerei, quello della “Palunci” è il più interessante, in quanto conserva al meglio il suo aspetto originario. Sopra l’arco si stagliano i resti del bastione di guardia e permane uno spezzone del camminamento di ronda. La Porta-Portella prese il nome, alcuni secoli dopo la sua costruzione, da quello dalla famiglia Paluncovich, originaria di Ragusa, la odierna Dubrovnik, il cui esponente Giovanni Paolo, ricco commerciante raguseo, si stabilì ad Ancona nel 1600, ponendo la sua residenza in un palazzo nell’area retrostante di via Saffi, anche questa devastata dagli eventi bellici. Riguardo alle Portelle in genere, i bombardamenti degli anglo-americani spazzarono via quella detta “Della Contumacia” o “Di Pier Grego” (collegata all’antico Lazzaretto), assieme alla vicina chiesa di San Primiano. E’ andata perduta anche la Portella di Sant’Agostino (XVI secolo), situata nei pressi dell’omonima chiesa e della statua dell’imperatore Traiano all’inizio di via XXIX Settembre. Lo stesso vale per la vicina Portella “Di San Marco” o dei “Cartari”. Restando in zona, all’altezza dello Scalo Vittorio Emanuele (ingresso al porto da piazza della Repubblica) esisteva la Portella “Della Beccheria” o “Del Macello”: fu demolita nel 1860 per ordine del generale francese Lamorcière, che al suo posto fece collocare una batteria di cannoni.

Una breve citazione, a seguire, delle altre Portelle presenti ancora oggi. Quella di “Santa Maria” o “Della Dogana”, che si erge sul fronte opposto dell’omonima chiesa: ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, ha perso lo stemma di Ancona che la ornava, sul lato verso piazza Santa Maria conserva ancora elementi costruttivi medievali. Proseguendo verso la “Palunci”, prima di raggiungerla, ecco un’altra supersite, la bianca Portella “Della Loggia”. Divisa in due varchi, in pietra d’Istria, (XV secolo), è sotto la terrazza della Loggia dei Mercanti. Attualmente un varco ospita una cappella dedicata alla Madonna “Stella del mare”, l’altro reca una lapide che ricorda la partenza di San Francesco d’Assisi dal porto di Ancona diretto ad Oriente. Infine, oltre la “Palunci”, si può ammirare la Portella dei Torriglioni o “Dei Toroleoni”. Costruita in laterizio è caratterizzata (sul lato porto) dallo stemma nobiliare, raffigurante un’aquila coronata posta al centro dell’arco, dell’omonima famiglia che ne ebbe la custodia dal XVI secolo. Anche la “Torriglioni”, come la “Palunci”, era nei secoli precedenti parte di un piccolo fortino di guardia, le cui interessanti parti architettoniche sopravvissute sono conservate all’interno della sede della Capitaneria di Porto. Le Portelle sono un po’ il simbolo memorabile dell’Ancona che per quasi 5 secoli fu libero Comune marinaro. Importante, quindi, che la Soprintendenza Unica delle Marche reperisca dei fondi per un nuovo parziale restauro della “Palunci”, a meno che non intervenga di nuovo l’Autorità Portuale.

 

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