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Coronavirus, negozi e ristoranti cinesi
chiusi per ferie
«Una tutela per noi e i clienti»

ANCONA - Saracinesche abbassate in attesa che la situazione legata al Covid-19 migliori. I titolari del locale di via Mamiani: «Vogliamo garantire la sicurezza di tutti per evitare possibili contagi. In 38 anni di lavoro, questo è il primo periodo di pausa»
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Ristorante Cinese e Orientale

di Alberto Bignami (foto di Giusy Marinelli)

Ristoranti e attività cinesi, “chiusi per ferie”. Saracinesche abbassate e fogli affissi con le date di chiusura e apertura. C’è anche chi l’annuncia lo dà pure nella pagina Facebook, come i titolari del ristorante di via Mamiani. «Con rammarico – scrivono – vi comunichiamo che in merito alla situazione attuale e all’ordinanza della Regione Marche il ristorante ‘Cinese e Orientale’ ha deciso di sospendere l’attività dal 2 marzo al 16 marzo, per dare un contributo alla comunità, tutelando le nostre famiglie e in primis i nostri clienti, cercando di ridurre al minimo la diffusione di malattie virali. Contribuendo nel nostro piccolo, speriamo che questa situazione si risolva al più presto. Grazie da tutto lo staff».

Anna e il figlio Paolo del ristorante cinese  di via Mamiani

La titolare Anna e il figlio Paolo Ye spiegano come la decisione sia stata presa in base anche alle «richieste dei nostri dipendenti nel leggere che il Coronavirus si sta avvicinando ad Ancona. A questo punto è meglio stare tutti attenti per evitare possibili contagi. C’è poi da dire che alcune scuole sono chiuse, altre no… ma la gente si sposta comunque liberamente da un punto all’altro della regione e d’Italia. Nel caso in cui però la situazione si risolvesse prima del 16 marzo, ovviamente torneremo subito ad aprire». Le telefonate per prenotare però non mancano: «Non chiudiamo per mancanza di affari – sottolineano mentre effettivamente il telefono continua a squillare e le richieste di tavoli fioccano  – ma esclusivamente per garantire la sicurezza di tutti. In questo periodo è meglio stare attenti». La signora Anna ci tiene poi a precisare che: «il virus prima era in Cina e ora è qui. La situazione italiana sembra essere grave e abbiamo paura. In 38 anni, questa è la prima volta che prendo delle ferie. Abbiamo sempre lavorato perché ci piace farlo ma ora ci troviamo costretti a stare a casa per superare meglio, e tutti, questo periodo. A Milano, ad esempio, i nostri connazionali hanno chiuso già da diversi giorni». Anche il ristorante ‘Shanghai’ di piazza Ugo Bassi con un post dice: «Salve a tutti! Abbiamo deciso di prenderci delle ferie fino al 12 di marzo». Chiusi anche i negozi e la sartoria di via Cristoforo Colombo così come molti altri in città e in zona Baraccola. Il ristorante Kiyomi di via Piave riaprirà il 5 marzo dopo essere stato chiuso dal 27 febbraio. Saracinesche abbassate anche per Yoshi di via don Antonio Gioia dal primo all’8 marzo per «dare un contributo alla comunità e tutelare la salute di tutti». Le chiusure sono dunque decise per motivi precauzionali nei confronti dei dipendenti e della clientela in attesa che il livello di allarme cessi.

 

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