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«Mentre partono i lavori a Civitanova
l’ospedale di Milano resta vuoto:
modello Bertolaso fallimentare»

L'INTERVENTO di Daniela Barbaresi, segretaria regionale Cgil: «Anche il personale sarà un problema». Pino Beruschi, coordinatore cittadino della Lega, critica l'operato del sindaco Ciarapica per non aver preteso garanzie scritte sul futuro dell'ospedale. Dubbi anche dall'avvocato Francesco Mantella, firmatario della petizione per bloccare l'opera
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Daniela Barbaresi

«Mentre stanno partendo i lavori a Civitanova, stiamo assistendo a quanto sia stata fallimentare la scelta della Regione Lombardia di realizzare sempre una struttura temporanea, sempre in una fiera, sempre con la consulenza di Bertolaso e sempre con la collaborazione fattiva del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta. Scelta a cui le Marche si sono pienamente ispirate. Quella struttura, pensata per accogliere centinaia di pazienti in terapia intensiva e costata più di 20 milioni di euro, oggi è pressoché vuota. Accadrà lo stesso per Civitanova?». A chiederlo è Daniela Barbaresi, segretaria regionale della Cgil.

Fabrizio Ciarapica (sindaco di Civitanova), il governatore Luca Ceriscioli e Guido Bertolaso ieri alla Fiera di Civitanova

«Mala tempora currunt. Già alcune settimane fa ho espresso il mio giudizio critico su quel progetto, esplicitando anche i miei dubbi e gli interrogativi a cui speravo venissero date risposte convincenti e rassicuranti da parte di chi aveva ed ha il quadro dettagliato della situazione epidemiologica – dice Barbaresi -. Ho pensato da subito che questo progetto fosse sostanzialmente un errore. Un errore aver scelto di investire in una struttura temporanea piuttosto che utilizzare la rete ospedaliera marchigiana; un errore decidere di destinare a quel progetto ingenti risorse piuttosto che dedicarle alle cure nel territorio che in altre regioni hanno dato risultati ben più confortanti; un errore la scelta di affidarsi alla consulenza di Guido Bertolaso e quella di individuare nel Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, il soggetto che deve realizzare l’opera, un errore il fatto che la Regione abbia promosso una sottoscrizione destinata direttamente a un soggetto di diritto melitense, semplicemente su indicazione del proprio consulente».

Un altro aspetto critico per Barbaresi è «il personale. Nella delibera della Giunta regionale n. 415 si chiarisce che l’Asur dovrà assicurare tutto il personale necessario a far fronte all’assistenza, utilizzando il personale interno o “acquisendo” ulteriore personale con tutti gli strumenti disponibili, inclusa la collaborazione di medici e infermieri provenienti da altri Stati. Si tratta di un nodo particolarmente critico, visto che sappiamo che già oggi alcune strutture allestite da tempo dalla Regione non vengono aperte proprio per la mancanza di personale. E allora – domanda la segretaria -, non sarebbe stato più utile investire nelle Usca, nelle equipe di medici e infermieri in grado di operare nel territorio anche garantendo le cure domiciliari per ridurre il più possibile l’impatto negli ospedali? Ma ciò che lascia più interdetti, se non indignati in tutta questa triste vicenda è sentire il presidente del Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta decretare un giudizio pesantissimo sulla condizione della sanità marchigiana. Giudizio pesantissimo espresso con una leggerezza imbarazzante. Se fossi credente direi: “che Dio ce la mandi buona!”».

Pino Beruschi, consigliere comunale della Lega a Civitanova

Preoccupazione anche da Civitanova dove il coordinatore della Lega Pino Beruschi critica l’operato del sindaco Ciarapica per non aver preteso garanzie scritte sul futuro dell’ospedale di Civitanova: «reputo insensato da parte del nostro sindaco non aver preteso garanzie scritte e certe, sulla sorte del nostro ospedale e soprattutto sulla durata di permanenza del centro Covid che si vuole costruire alla Fiera. Le rassicurazioni verbali, ancorché pubbliche, del governatore Ceriscioli lasciano il tempo che trovano.  Il rischio che il costruendo centro Covid rimanga a lungo a Civitanova , porterà ricadute economiche, sociali devastanti per la nostra città, nonostante avessi esposto le mie perplessità circa un mese fa, nulla è cambiato anzi personalmente credo che la situazione sia peggiorata. Quello che mi preme, è che il nostro ospedale torni ad essere operativo come prima e magari anche potenziato ed al servizio dei civitanovesi e che il sindaco lo pretenda tramite garanzie certe e non verbali, e soprattutto quando si tratta di beni pubblici sarebbe il caso di coinvolgere il Consiglio Comunale».

L’avvocato Francesco Mantella

Dubbi anche dall’avvocato Francesco Mantella, firmatario della petizione online: «Micucci parla ancora di struttura per le terapie intensive quindi di breve durata mentre Bertolaso parla di una struttura che sarà di riferimento a livello internazionale e che durerà sino al 2025. Essendo due finalità contrastanti, quale delle due è prevista nell’atto deliberativo della Regione Marche e nella Convenzione firmata dal sindaco di Civitanova, se ancora esistono e contano ancora qualcosa? – chiede Mantella – poi c’è la promessa di Ceriscioli di completare l’ala nuova dell’ospedale, ma noi, che di Ceriscioli abbiamo smesso di fidarci da tempo, vorremmo vedere, anche in questo caso, almeno un atto deliberativo della giunta regionale. Anche perché tra gli atti invece si trova l’accelerazione per il nuovo ospedale unico provinciale. Non è in contraddizione con il ridimensionamento che invece avrà Civitanova prevedere il completamento di due piani se poi sarà retrocesso rispetto a Macerata? Infine desideriamo conoscere di quali somme, ad oggi, si dispone per la realizzazione della struttura, la loro provenienza, i soggetti e le modalità tramite i quali esse verranno percepite e spese».

 

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