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Forza Italia e FdI bocciano Ceriscioli:
«Altro che risultati positivi,
lasci parlare i marchigiani»

POLITICA - Francesco Battistoni, Elena Leonardi e Carlo Ciccioli criticano la presentazione del bilancio di mandato della giunta regionale
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Francesco Battistoni, commissario regionale di Forza Italia

 

«Il bilancio di fine mandato, definito dal presidente Luca Ceriscioli come “realizzato quasi nella sua interezza”, è forse un miraggio dal quale è bene si ravveda quanto prima. È dal 29 luglio del 1993 che il centrosinistra governa ininterrottamente la Regione Marche. Luca Ceriscioli non ci venga a raccontare che va tutto bene, perché sono convinto che non ci crede neanche lui». Così Francesco Battistoni, commissario regionale di Forza Italia, commenta la presentazione del bilancio di mandato della giunta regionale.  «Nella conferenza stampa tenuta ieri sembrava quasi che i problemi fossero spariti – continua Battistoni – che le Marche fossero diventate tutto d’un tratto il territorio dei sogni. Sappiamo tutti molto bene che non è così, che la giunta uscente non riuscirà nell’intento di raggirare i marchigiani con parole o slide riassuntive sul nulla. Le Marche vivono un disagio infrastrutturale come pochissime altre regioni italiane: i collegamenti, di ogni natura, sono inadeguati e al limite del ridicolo. Abbiamo strade a scorrimento veloce ad una sola corsia ormai da diversi anni; in ogni incontro pubblico sentiamo parlare di fantomatiche autostrade in cantiere verso il Tirreno e la Capitale mai realizzate; insistono, da mesi, sequestri su ampi tratti di carreggiata che stanno recando enormi disagi al turismo ed al trasporto commerciale; non ci sono collegamenti ferroviari degni di un paese occidentale con il resto d’Italia. È un pianto, altro che semaforo giallo, il semaforo è proprio caduto, ed è in mezzo alla strada». Quindi Battistoni passa alla gestione del post sisma. «Ci sono ancora 100.000 tonnellate di macerie per terra, ed in alcuni casi stanno bloccando le principali vie di comunicazione – continua il commissario regionale – Non solo le macerie, ma manca un piano di ripartenza che dia speranza a quei luoghi, diventati destinazione, ormai, soltanto di passerelle istituzionali.  Perché il governatore Ceriscioli non ha parlato dell’impoverimento delle Marche? Impoverimento certificato con il declassamento da parte della comunità Europea da “Regione ricca” a “Regione in transizione” a causa di una netta e sostanziale perdita di Pil pro capite messa nero su bianco dalle istituzioni europee. Su questo tace, su questo non ci sono pdf o specchietti riassuntivi da far vedere ai cittadini. L’impoverimento, peraltro, porterà ad un aumento dei fondi europei, ma anche in questo ambito siamo preoccupati visto il totale fallimento: sono decenni che i governi regionali non riescono a spendere quanto destinato dall’Ue. Rimandano indietro i soldi, è assurdo e incomprensibile». Infine la stoccata finale sulle prossime elezioni regionali.  «Ceriscioli – conclude Battistoni – la smetta pure di fare la prima donna, minacciando di tornare a fare il professore. Ad essere giudicato non sarà lui, o chi per lui. I marchigiani, alle prossime elezioni, giudicheranno i ventisette anni in cui la Regione non ha avuto quello slancio che meritava, non ha visto realizzare quei progetti che ogni campagna elettorale votava, non ha avuto indietro la fiducia che ad ogni elezione ha dato. Il tempo delle chiacchiere è finito e sicuramente anche l’esperienza del centrosinistra e del Partito Democratico a Palazzo Raffaello».

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Elena Leonardi, capogruppo in Regione di Fratelli d’Italia

Tranchant anche il giudizio di FdI. «Ceriscioli e la sua giunta hanno promosso a pieni voti il loro operato durante i cinque anni di mandato alla guida della Regione Marche – dichiarano Elena Leonardi, capogruppo in Regione e Carlo Ciccioli, coordinatore regionale – Una pioggia di semafori verdi che avrebbero dovuto indicare a loro parere una pletora di risultati positivi raggiunti ma che forse servono solamente a dare il via all’imminente campagna elettorale. Basterebbe chiedere a qualsiasi marchigiano, alle imprese del territorio, ai terremotati, a chi si è visto spogliare dei servizi sanitari la propria realtà o a chi attende da anni un sostegno per la propria attività o lo sblocco di cantieri infrastrutturali necessari. Basterebbe forse, per una volta, scendere in strada e confrontarsi con la popolazione e forse anche la giunta Ceriscioli si renderebbe conto che la realtà dei fatti è ben diversa e forse molto meno florida di come è stata raccontata. Ceriscioli lasci parlare i marchigiani».

 

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