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Primaria ‘Martiri della Libertà’:
«La scuola non è fatta
solo di muri e banchi»

JESI - L'edificio di via Asiago è da due anni in ristrutturazione e per il nuovo anno scolastico l’Amministrazione comunale propone di collocare le classi tra il plesso della scuola Mestica e il palazzo Carotti (ex tribunale). In una lettera aperta gli insegnanti esprimono tutte le loro perplessità
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(foto d’archivio)

 

La scuola Martiri della Libertà di Jesi è da due anni in ristrutturazione e per il prossimo anno scolastico è stata destinata ad una nuova collocazione nel centro storico. Gli insegnanti hanno scritto una lettera aperta agli amministratori comunali per rimarcare che la scuola non è fatta solo di muri e di banchi.

 

La ormai nota situazione della scuola primaria Martiri della Libertà (sede di via Asiago attualmente in fase di ristrutturazione e dieci classi sistemate su tre plessi dell’IC Federico II) richiede ormai una presa di posizione pubblica da parte degli insegnanti che fino ad ora hanno collaborato con l’Amministrazione nel cercare una soluzione idonea per conciliare le esigenze di sicurezza con quelle didattiche.

Per due anni è stata garantito con professionalità lo svolgimento regolare delle attività scolastiche con particolare attenzione alla qualità dell’insegnamento, all’inclusione degli alunni e alla realizzazione di progetti sul territorio, nonostante le oggettive difficoltà di spostamento su tre plessi. Dopo aver dimostrato creatività e flessibilità nello sfruttare ogni piccolo spazio disponibile (anche corridoi e mense) per continuare a garantire il diritto allo studio ai nostri alunni, ora pensiamo di esprimere le nostre numerose perplessità sulla nuova proposta dell’Amministrazione Comunale di collocare la scuola tra il plesso della scuola Mestica e il palazzo Carotti (ex tribunale).

La prima è relativa all’idoneità dell’antico palazzo Carotti ad ospitare una scuola primaria in quanto, anche se recentemente ristrutturato, la sua vulnerabilità sismica è probabile ed in più l’edificio è sottoposto a vincoli di tutela della Soprintendenza alle Belle Arti. Anche solo la metà degli alunni (100 del tempo modulare più gli insegnanti e collaboratori scolastici) avrebbe a disposizione 4 servizi igienici assolutamente insufficienti a garantire la sicurezza sanitaria sia in tempi normali che a maggior ragione durante l’emergenza Covid 19. Le scale richiedono un adeguamento dei parapetti e la presenza di alcuni bambini diversamente abili richiede un accesso facilitato e condizioni dignitose di assistenza e cura. Inoltre non è possibile appendere materiale didattico e lavagne interattive alle pareti. Questo condiziona fortemente l’efficacia dell’insegnamento che deve essere inclusivo, laboratoriale e non monocanale (ci è stato detto, da chi non insegna, che si può fare a meno di tutto ciò, bastano muri e banchi!).

Il secondo ordine di problemi coinvolge altri istituti della città. Le scuole dell’IC Federico II che fino ad ora ci hanno generosamente ospitato ed accolto, hanno bisogno degli spazi prestati alla scuola Martiri, non solo per laboratori e attività didattiche ordinarie rispondenti alle necessità della propria offerta formativa, ma ancora più per far fronte alle disposizioni di distanziamento fisico che dovranno mettere in atto da settembre. Lo stesso dicasi per la scuola Mestica che dovrebbe ospitare i 120 alunni del tempo pieno nel caso in cui il Comune, come annunciato, costringesse i Dirigenti Scolastici a tale soluzione “provvisoria” (come minimo 2 anni visto il contenzioso con la ditta incaricata dei lavori di via Asiago).

Ma la più grande perplessità dei docenti deriva dall’immagine avvilente che risulta da questa vicenda: una scuola gestita sempre in emergenza senza una progettualità a lungo termine dove la qualità dell’insegnamento viene affidata solo alla buona volontà e all’adattabilità degli insegnanti, dove il diritto dei nostri alunni ad avere spazi sicuri, belli, funzionali all’apprendimento viene calpestato in nome della non sostenibilità economica o dell’indifferenza sociale che delega l’educazione dei cittadini senza farsene mai carico seriamente. Per non parlare del rischio che la scuola Martiri della Libertà scompaia del tutto creando un vuoto tragico nel tessuto sociale del territorio in cui ha svolto per quarant’anni un ruolo fondamentale di inclusione, accoglienza e crescita delle bambine e bambini che l’hanno frequentata.

Gli insegnanti della scuola Martiri della Libertà

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