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Covid, Gilberta Giacchetti:
«Quanti sono i positivi a Osimo?»

OSIMO -Il medico ed ex assessore delle Liste civiche lo domanda al sindaco Simone Pugnaloni. «L’epidemia è un problema di salute pubblica, eppure mai una comunicazione, nessun messaggio di vicinanza o di supporto» scrive
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Gilberta Giacchetti (Liste civiche)

 

 

«Ieri sono usciti alcuni dati che riguardano il numero dei pazienti ancora positivi nella provincia di Ancona pari a 125. Il Gores Marche quotidianamente informa sui nuovi casi, sui pazienti ospedalizzati, sui pazienti guariti etc. Come sta andando ad Osimo? Purtroppo nessuna informazione in merito, in tutto questo periodo, in cui il problema salute ha condizionato radicalmente la vita di ogni persona. Le priorità attuali del Comune di Osimo, sembrano altre, come gli  asfalti  invece dei servizi alla persone, delle tasse, del lavoro, della scuola, o della stessa salute dei cittadini, non si può non ripercorrere il periodo oscuro della pandemia». A parlare è Gilberta Giacchetti, medico ed ex assessore delle Liste civiche Osimo.

«Molti, leggendo quotidianamente i numeri italiani, europei, mondiali si sono chiesti, mi hanno chiesto cosa è successo ad Osimo.- prosegue nella sua nota – Alcuni dati sono stati recuperati, sebbene siano incompleti e non conosco la situazione del mese di giugno. Ad Osimo il 1 caso è stato diagnosticato il 1 marzo. Un mese dopo avevamo 37 casi e 250 persone in isolamento. Il numero di casi maggiori di 100 casi si è raggiunto il 26 aprile con 400 cittadini in isolamento (ricordiamo che il lock-down era iniziato l’ 11 marzo) poi iniziata la discesa con 37 casi a metà maggio e solo 14 persone in isolamento domiciliare ( il lock down è terminato il 4 maggio). In un periodo così buio sicuramente questa Amministrazione comunale e il sindaco prima autorità sanitaria della città non ha mai fatto luce sui cittadini. L’epidemia è un problema di salute pubblica, eppure mai una comunicazione, nessun messaggio di vicinanza o di supporto». Di qui la domanda che Gilberta Giacchetti si pone:«avranno almeno ricevuto coloro che si sono ammalati o sono stati in quarantena, una telefonata di supporto? La mascherina inviata alla famiglia o gli esami sierologici effettuati ai dipendenti non colmano il vuoto della mancanza di un piano di emergenza a sostegno delle famiglie (nessun piano di emergenza è ad oggi noto), delle imprese, della scuola. Aspettiamo il governo centrale, la regione Marche o il sindaco eletto direttamente dai cittadini inizia a dare risposte concrete?»

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