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Variante nord, Cna:
«Resta nel libro dei sogni»

OSIMO - Luigi Giambartolomei, coordinatore territoriale dell'associazione di categoria, torna a ribadire che l'ipotesi progettuale solleva troppe perplessità e ricorda che il potenziamento della provinciale Valmusone poteva essere la soluzione
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«Ancora una volta il comune di Osimo si ritrova di fronte ad un libro dei sogni, una strada di alto scorrimento a nord non condiviso tra le forze politiche, sperando in soldi dello Stato e della Regione e con tempi biblici dove per il solo progetto esecutivo (si spera) necessiterà di 4 anni. Le dichiarazioni del sindaco di Osimo confermano tutte le perplessità già espresse più volte dalla Cna di Osimo, sia durante le audizioni per le elezioni dell’anno scorso, sia pubblicamente durante il corso di tutto questo anno. La strada a nord, proposta dall’attuale amministrazione, ha sempre più i contorni di un’altra illusione, che rischia di affondare per sempre la fiducia del sistema produttivo nel sistema politico/amministrativo cittadino in particolare nella sua capacità di dare risposte ai problemi concreti». Lo crede Luigi Giambartolomei, coordinatore della Cna di Osimo.

Il tracciato della variante Nord di Osimo. I tratti in rosso sono quelli finanziati dal Cipe

L’associazione di categoria torna a ribadire che il progetto in questione solleva troppe problematiche. In primo luogo i tempi. «Lo stesso sindaco ammette che per l’opera occorrerà tutto il mandato dell’attuale amministrazione. – sottolinea Giambartolomei – Quindi ci chiediamo poi quanto occorrerà per i bandi, per l’esecuzione dell’opera, per il reperimento dei finanziamenti. Quest’ultimi sono ancora incerti: si fa affidamento su Stato e Regione, sapendo che il primo difficilmente finanzierà un’opera locale e sul secondo non abbiamo certezze di sorta. Altro problema legato alla lunghezza temporale dell’opera è la necessaria condivisione della stessa: occorre infatti chiarire che se la strada a Nord necessiterà di più mandati, questi potrebbero vedere un cambio di colore della giunta e quindi uno stop della stessa opera. Non è un caso remoto, vogliamo ricordare, infatti, che la stessa strada di bordo a Sud sta subendo lo stesso trattamento: con il cambio di giunta 6 anni fa l’opera si è fermata definitivamente e si è intrapreso un percorso nuovo. Altro punto nodale: che fine farà la strada di bordo a sud?» Cna evidenzia come la città sia ancora in attesa che pezzi di viabilità già fatti, con attorno quartieri nuovi, siano “ricuciti” con il tessuto urbano, diano «una viabilità degna di questo nome» alle nuove zone edificate con gli Ambiti Strategici nati con la strada di bordo. E c’è anche una problematica ambientale: attualmente la zona a nord di Osimo è stata poco cementificata e serpeggia il timore è che con quest’opera anche questa zona venga destinata ad un piano di urbanizzazione, incrementando ancora di più il numero di abitazioni già elevato in Osimo e rovinando paesaggisticamente una delle poche zone di Osimo ancora di rilievo.

Luigi Giambartolomei, coordinatore della Cna di Osimo

«Secondo la nostra associazione l’opera proposta apre troppi problemi: tempi, fondi da reperire, volontà politica condivisa, etc. – commenta Luigi Giambartolomei – Una posizione che avevamo espresso all’attuale sindaco già nell’incontro per le elezioni dell’anno scorso, ma purtroppo la nostra voce è inascoltata. La nostra storia su questa importante arteria per la città è inattaccabile: all’epoca ci eravamo opposti alla strada di bordo a Sud perché la ritenevamo impossibile da realizzare con quelle modalità e con quel percorso ed eravamo favorevoli o ad adottare la soluzione proposta dalla provincia di Ancona (potenziare la Jesina, la provinciale Valmusone) oppure valutare la bretella a Nord. Quella battaglia, anche se avevamo ragione con il senno del poi, l’abbiamo persa ed oggi siamo i primi a dire che quell’errore dell’amministrazione dell’epoca non può essere lasciato lì, con un terzo del tracciato fatto e con quartieri nuovi che necessitano di una viabilità decente, proponendo un nuovo progetto che rischia di diventare, per i motivi precedentemente citati, un’altra incompiuta – conclude Giambartolomei – Troppi errori sono stati fatti dalla classe politica di questa città su quest’opera, come associazione cercheremo, ancora una volta di aiutare i decisori a non compierne un altro. Sarebbe però importante avere l’aiuto di tutti “gli uomini e le donne di buona volontà” che comprendono e capiscono quello che sta accadendo».

Istituito un tavolo di confronto sull’urbanistica

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