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Scuola Martiri della Libertà chiusa,
petizione dei genitori
per il plesso di Montecappone

JESI - Trasferire le aule del plesso in ristrutturazione alla sede di palazzo Carotti o al Mestica? Le famiglie dicono no e raccolgono 116 firme per opporsi a queste proposte del sindaco. Anzi, rilanciano proponendo la soluzione
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La scuola primaria Martiri della Libertà di via Asiago, chiusa ormai da due anni per ristrutturazione.

 

I genitori dei piccoli alunni della scuola primaria Martiri della Libertà di via Asiago, ormai chiusa da due anni per ristrutturazione, non ci stanno ad accettare le soluzioni prospettate dal sindaco Bacci: o palazzo Carotti (sede dell’ex Tribunale) o la scuola Mestica, in piazza Federico II. Basta con il balletto delle classi, serve una soluzione stabile. Ma nessuna delle due proposte sembra fare al caso loro, tanto che i papà e le mamme si sono organizzati con una petizione cui hanno aderito in 116: la controproposta? Il plesso di via Montecappone, che un tempo ospitava l’istituto d’arte Mannucci. E se le firme non dovessero bastare a convincere gli amministratori sulla bontà della proposta, i genitori annunciano una manifestazione davanti al Municipio in programma per venerdì, quando si riunirà il civico consesso per la seduta del Consiglio comunale.

«Un gruppo considerevole di genitori della Scuola Martiri della Libertà esprime il proprio dissenso di fronte alla soluzione paventata dall’amministrazione comunale di trasferire i nostri figli presso gli edifici di Palazzo Carotti – Istituto Mestica in Piazza Duomo, nel pieno centro storico di Jesi – si legge nel documento accompagnato dalle 116 firme dei genitori – accogliendo le segnalazioni delle nostre insegnanti reputiamo che tali edifici (soprattutto Palazzo Carotti) non siano idonei ad una buona didattica e non rispettino molti dei requisiti necessari per un edificio scolastico. Inoltre, come immagino possa risultare evidente a tutti, la posizione centrale di questa soluzione non rende facile l’accesso a tali edifici per 200 famiglie che non risiedono nelle zone limitrofe, ma anzi provengono dalla periferia ovest della città, con un aggravio di traffico per una zona a traffico già congestionato».

Il plesso di Montecappone, ex sede dell’istituto d’arte e di proprietà della Curia

E dalla riflessione sul perché la proposta dell’Amministrazione sia stata bocciata, alla controproposta avanzata dalle famiglie.«Invitiamo quindi l’Amministrazione Comunale a rivalutare ipotesi alternative – si legge ancora nel documento – come ad esempio il Seminario Vescovile di via Montecappone (ex Istituto d’Arte) che la Curia, stando alla pec inoltrata dal nostro Preside Rossi, sembra disposta a sistemare a proprio carico, per accelerare i tempi burocratici dei lavori . Tale soluzione immaginiamo troverebbe il consenso, oltre che di noi genitori, degli insegnanti e del nostro Preside, anche dei Presidi degli altri Istituti Scolastici che non si vedranno più privati di loro spazi didattici. Inoltre tali spazi potrebbero tornare utili anche in futuro agli istituiti con plessi che saranno oggetto di lavori di consolidamento strutturale e adeguamento sismico, come da piani del Comune. L’invito all’Amministrazione è di avere un’ottica di lungo periodo, non di “vivacchiare” giorno per giorno, per evitare nuove situazioni come la scuola di via Asiago. In vista del Consiglio comunale di venerdì prossimo alle 15.15, chiediamo che una delegazione di genitori possa essere ricevuta ed esprimere le proprie idee ai nostri rappresentanti comunali, di ogni schieramento politico, per far sentire la propria voce unanime. Invitiamo tutte le famiglie jesine sensibili alla problematica, che oggi riguarda noi, ma domani potrebbe riguardarle, ad unirsi alla nostra voce, facendola rimbalzare sui vari social e magari – conclude l’accorato appello dei genitori degli alunni della Martiri della Libertà – partecipando alla nostra mobilitazione fuori del Palazzo Comunale durante il Consiglio Comunale. Invitiamo a partecipare tutti gli Insegnanti ma anche i Presidi degli altri Istituti per far sentire unanime la nostra voce».

ta.fre.

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