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Mangialardi a teatro raduna le truppe:
«Partiamo in leggero svantaggio
ma io ho voi, 120 sindaci»

MARCHE 2020 - «Crisi, sisma e Covid ci impongono nuove regole. Cerco soluzioni fuori dagli schemi» ha detto il candidato governatore del centrosinistra oggi al Feronia di San Severino. Annunciato l'avvio dei tavoli di lavoro su quattro macro temi: sanità e servizi; imprese e lavoro; agricoltura, turismo e cultura; infrastrutture e crescita. «Se sarò eletto nominerò un assessore alla ricostruzione, un po' l'ho già individuato»
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Maurizio Mangialardi a San Severino

 

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Maurizio Mangialardi oggi a San Severino

 

di Monia Orazi

Parte da San Severino la campagna elettorale del sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, alla conquista della presidenza della Regione Marche. Erano solo sessanta, una “formazione ridotta” come l’ha definita Mangialardi, i sindaci accorsi da tutte le Marche ad ascoltarlo nel teatro Feronia di San Severino, a causa delle norme del distanziamento sociale imposte dal Covid 19. Sono saliti a 120 i sindaci che in tutta la Regione hanno sottoscritto la candidatura a presidente regionale di Maurizio Mangialardi. «Rappresentiamo oltre la metà dei comuni marchigiani» sottolinea il suo staff- 

Tanti i temi trattati, sima compreso. «So tutto del terremoto, so quel che dobbiamo fare. ho chiesto un incontro urgente al governo, non possono più trattarci così. Se sarò eletto nominerò un assessore alla ricostruzione, un po’ l’ho già individuato. Finalmente abbiamo un commissario straordinario alla ricostruzione che è competente, che ci ha tolto da due anni di paralisi totale, per una scelta troppo tecnica e zero politica. Il primato della politica impone di individuare un assessorato delle aree interne, senza quel cuore la regione non esiste. E’ necessario dire che ci sono risorse e miliardi fermi che non devono restare lì, servono le competenze di chi si occupa di far ripartire la Regione che ospita il cantiere più grande d’Europa. Dicono che faranno come Genova, ma allora perchè non lo hanno fatto prima? Noi vogliamo accelerazione».

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Andrea Gentili, sindaco di Monte San Giusto, è il coordinatore della campagna elettorale di Mnagialardi

Ad aprire la mattinata un video dall’alto di una serie di borghi marchigiani ed i saluti di Rosa Piermattei, sindaco di San Severino in fascia tricolore, di fronte ai sindaci presenti da tutte le Marche. Del maceratese sono intervenuti tra gli altri Paolo Cartechini sindaco di Corridonia, l’assessore Alferio Canesin in rappresentanza del sindaco di Macerata, Andrea Gentili di Monte San Giusto coordinatore della campagna elettorale di Mangialardi, Franco Capponi di Treia (papabile candidato per Italia Viva), Leonardo Catena di Montecassiano (probabilmente in corsa per il Pd), Paolo Giubileo di Urbisaglia, il consigliere regionale uscente Sandro Bisonni e il presidente Erap Massimiliano Sport Bianchini.

«Io sono uno di voi – ha detto Mangialardi rivolgendosi ai sindaci in platea – senza di voi non ci sarei stato, siete responsabili della mia candidatura, ancora prima dell’appoggio dato dal centrosinistra. L’inizio della campagna elettorale, la mia prima manifestazione pubblica non poteva essere che tra voi. Qui non ci sono solo sindaci di centrosinistra, ma anche qualcuno di non collocabile nel centrosinistra. Con voi ho condiviso passioni, momenti e difficoltà. I sindaci sono sul territorio, tutti i giorni al fronte, io sono uno di voi con il desiderio di risolvere i problemi dei nostri concittadini, di trovare soluzioni di fronte a tanti articolazioni. Ogni luogo, con contesti come questo teatro è a modo suo una capitale, sintesi della nazione, noi siamo belli, unici, plurali e qualche volta inconsapevoli».

Mangialardi ha invitato a partire dalla consapevolezza come primo valore «per rilanciare le Marche, siamo persone che di mestiere amministrano le comunità, in questo momento tutti chiedono risposte alla politica. Il mio modello sono i sindaci, la risposta è la modalità che mettiamo in campo, siamo la politica di riferimento. Le Marche hanno bisogno di donne e uomini che sopportano il peso della responsabilità e della scelta. Servono velocità e cambio di passo, vi guardo e penso allo schema per la nostra regione, bisogna alzare il ritmo. Non valgono più gli stessi paradigmi».

mangialardi-maurizio-san-severino-1-325x244Il candidato presidente è poi entrato nel dettaglio del programma, indicando come assi portanti la qualità della vita e i temi dello sviluppo e del lavoro: «Voglio una Regione che entra nelle case dei cittadini, una regione di prossimità che può farlo con sanità, istruzione, formazione e trasporti. Non possiamo solo migliorare la macchina amministrativa ma accelerare, con aggressioni alla burocrazia che imperversa, facilitando la digitalizzazione e la revisione del piano sanitario, la revisione strategica della formazione e dell’alta istruzione, una rivoluzione semplice ma possibile».

Mangialardi ha indicato come metodo operativo quello dei Comuni, che passano subito all’azione, prefigurando una regione all’avanguardia, da comparare con il resto del mondo. Ha portato ad esempio l’Estonia, stessa popolazione delle Marche, con la sua carta di identità elettronica multiservizi. «Lo sviluppo vero arriva quando si fanno azioni possibili, con aggressioni forti alla burocrazia, in modo da rendere possibile che i giovani rimangono nei nostri territori, che siano in grado di attrarre investimenti – noi siamo fuori dai sovranismi imbarazzanti, che non vogliono l’Europa ma le chiedono soldi, che non vogliono il confronto, mentre la relazione è l’unica modalità di dare prospettiva e futuro».

mangialardi-san-severino-3-e1594210387205-325x319Annunciato l’avvio di tavoli di lavoro con i sindaci su quattro macro temi: sanità e servizi, imprese e lavoro, agricoltura, turismo e cultura, infrastrutture e crescita. «Dobbiamo partire dall’esperienza terribile del Covid che ci ha segnato tutti, vogliamo una sanità più vicina al cittadino – ha aggiunto Mangialardi – con investimenti per strutture efficaci, vorremmo il miliardo di quota parte del Mef destinato alle Marche, per entrare dentro e cambiare lo schema della sanità, il tema non è più l’unità operativa complessa, manca il personale formato, dovremmo fare scuole di specializzazione e formazione con le notte università. Serve un nuovo patto per lo sviluppo ed il lavoro, mettendo al centro qualità e politica nel rapporto con le banche. Ennesima fusione che non porta maggiore facilità credito sportelli ed occupazione. La Regione deve essere in grado di semplificare i rapporti funzionali delle imprese, permettendo un maggiore accesso al credito». Semplificazione normativa e facilità di investimento in agricoltura, permettendo agli agricoltori di rimanere ed essere operativi sui propri territori, la proposta di Mangialardi che ha parlato di «un paesaggio culturale veramente unico, dobbiamo agire per un turismo di qualità, esperienziale, di quanti sanno leggere la bellezza dei nostri territori, un turismo diffuso che non contrapponga costa ed entroterra, adeguando i collegamenti. L’aeroporto per sostenere turismo ed imprese è un grande tema. Sappiamo dove trovare le risorse e gli interlocutori per percorsi di accelerazione».

Mangialardi negli ultimi minuti non nasconde che la partita elettorale sarà complessa e chiama a raccolta i sindaci: «Il modello da seguire è quello dei sindaci. La Regione del futuro sarà riferimento per i territori e target e li costruiremo insieme, chiedo a tutti voi di dare un contributo, per una partita politicamente difficile. Partiamo in leggero svantaggio ma io ho voi e sono convinto che le nostre modalità, idee, forza, sapranno contrapporsi agli slogan, agli eventi nazionali che si faranno qua. Noi abbiamo a cuore le Marche sapremo sfruttare al meglio le grandi risorse che verranno nei prossimi cinque anni, lo faremo porta a porta, cittadino per cittadino. Una cosa ci distingue sul piano politico dagli avversari: l’idea di non lasciare indietro nessuno, la voglia di includere e tutelare, chi viene ed arriva in questa regione, come tema della complessità del mondo».

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Sandro Bisonni e Massimiliano Bianchini

 

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