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Riprendono un 17enne in spiaggia,
aggrediti all’ora di cena dai genitori:
finiscono in sei al pronto soccorso

NUMANA - Tre lavoratori di uno chalet di Marcelli, ieri sera, sono stati medicati nei presidi ospedalieri di Torrette e di Osimo insieme a padre, madre e figlio, tornati a riprendere un effetto personale perso durante il diverbio scoppiato nel pomeriggio. La discussione si è riaccesa, si è passati dalle parole alle mani e sono arrivati i carabinieri
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(foto d’archivio)

 

 

Scoppia un diverbio in spiaggia nel pomeriggio, all’ora di cena, a distanza di ore si riaccende e tre lavoratori di uno stabilimento balneare di Marcelli sono finiti al pronto soccorso insieme ai tre presunti aggressori. Per calmare gli animi, ieri sera dopo le 20 sono dovuti intervenire con i mezzi del 118 anche i carabinieri della stazione di Numana. Stando ad una prima ricostruzione dei fatti svolta dai militari, i tre giovani, un 23enne anconetano con due amici di 24 e 21 anni, rispettivamente di Sirolo e di Castelfidardo ieri pomeriggio avrebbero ripreso (forse perché poco rispettoso delle normative anti-covid) un bagnante 17enne della zona che si trovava in spiaggia con una comitiva di amici. Sarebbe scoppiato un diverbio e nel parapiglia,  durante la discussione, il minore avrebbe perso un effetto personale. Intorno alle 20, pertanto, si sarebbe ripresentato nello chalet con i genitori e si sarebbe riacceso di nuovo il litigio finito poi alle mani, tra calci e pugni. Sarebbe stato brandito persino il palo di un ombrellone. Tra i tre lavoratori, il 23enne è stato accompagnato dalla Croce Bianca di Numana in codice di media gravità all’ospedale di Torrette mentre gli altri due ventenni sono stati trasferiti al pronto soccorso dell’ospedale di Osimo. Padre, madre e figlio si sono invece presentati da soli al pronto soccorso per essere refertati dai medici. Al momento i carabinieri non hanno fatto partire d’ufficio alcuna denuncia. Il reato di lesioni non gravi è infatti perseguibile a querela di parte.

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