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Mangialardi da Giampieri:
«In Fincantieri mille posti di lavoro in più»

ANCONA - L'amento delle unità è dovuto al progetto che porterebbe il cantiere a raddoppiare la sua forza produttiva. Il candidato del centro-sinistra alle prossime Regionali sull'uscita a nord: «Toglierebbe Torrette dalla morsa del traffico pesante»
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Mangialardi con Giampieri

 

Un incontro  per mettere a punto le strategie di sviluppo del porto di Ancona e del suo  indotto, messo  in difficoltà dall’emergenza Covid. È quello che si è tenuto questa mattina tra il candidato alla presidenza della Regione Marche Maurizio Mangialardi, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Rodolfo Giampieri, il segretario generale Matteo Paroli e il dirigente tecnico Gianluca Pellegrini, responsabili dell’ente che ha competenza sui porti di Pesaro, Falconara Ancona, San Benedetto del Tronto, Pescara e Ortona, occupando complessivamente oltre 8mila lavoratori. Tra i progetti in corso, di cui si è parlato, la creazione del molo per l’attracco delle navi da crociera di ultima generazione. «Si tratta di un intervento fondamentale – ha detto Mangialardi – per l’economia e la crescita del turismo regionale. Altro tema rilevante il raddoppio della capacità produttiva di Fincantieri per la costruzione delle navi da crociera. Studi ad hoc prevedono la possibilità di creare almeno mille posti di lavoro intorno a questo progetto. Positivo il fatto che si stiano ipotizzando corsi di formazione specifici per creare le professionalità necessarie e adatte alla realizzazione di produzioni di alta qualità. Il costo dell’intera operazione, già ribattezzata a livello nazionale “Operazione Ancona”, è di 80 milioni di euro, finanziata per metà dallo Stato e per metà da Fincantieri. Per quanto riguarda la parte pubblica, i fondi sono già previsti nei capitoli di spesa. Quanto prima chiederò un incontro al ministro De Micheli per attivarli immediatamente». Mangialardi è poi intervenuto sul tema del collegamento tra i due mari: «I porti delle Marche potrebbero connettere le due autostrade del mare del Mediterraneo Orientale e Occidentale. Un sistema adeguato riguardante le infrastrutture stradali e ferroviarie, consentirebbe ai porti dell’Autorità di dialogare con i sistemi portuali del mar Tirreno, e in particolare con quelli di Lazio e Toscana. Il landbridge, ovvero il ponte tra i due mari, darebbe uno straordinario vantaggio competitivo ai porti delle Marche». Infine, con il presidente Giampieri si è parlato anche del progetto dell’uscita a nord, che prevede una bretella di collegamento che dalla statale arriva alla variante che porta al casello autostradale di Ancona nord. «Anche in questo caso – spiega Mangialardi –, siamo di fronte a un tema strategico per il porto, ma anche per possibilità di togliere finalmente la frazione di Torrette dalla morsa del traffico pesante. Anche in questo caso, i costi sono importanti, circa 99 milioni di euro, ma sicuramente è un investimento che può radicalmente ridisegnare il lungomare nord di Ancona, con lo spostamento della ferrovia e la realizzazione di un bosco urbano di 40 ettari. In tal senso Anas ha già svolto lo studio di fattibilità». Fortemente soddisfatto, Mangialardi, anche del fatto che i piani di sviluppo dell’Autorità di sistema portuale tengano sempre conto dell’attenzione a uno sviluppo eco sostenibile.

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