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Il centro storico di Ancona:
un museo a cielo aperto
che ‘snobba’ i turisti (Foto)

REPORTAGE - Pannelli scoloriti dal sole o irraggiungibili e Qr code non funzionanti: ecco che visitare la parte archeologica della città diventa quasi un'opera impossibile. L'estate dorica sembra voler dare uno schiaffo a coloro che arrivano nel capoluogo marchigiano privi di una guida ma desiderosi di scoprirla
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Le sbarre a uno degli ingressi dell’anfiteatro

 

di Alberto Bignami

La prima domanda che un turista si fa osservando un monumento o un’area archeologica è: «Cosa sto guardando?». La risposta, ad Ancona, in alcuni casi, è lasciata all’immaginazione. Abbiamo voluto provare ad imbatterci in quello che è un breve tour dei siti archeologici del centro storico: quello che farebbe chi vuole visitare la nostra città, partendo anche dai consigli dati dagli operatori dello Iat del porto. Con piacere, ieri mattina abbiamo trovato la chiesa di Santa Maria della Piazza aperta e sembrava quasi che tutto stesse prendendo il verso giusto fino a quando, in piazza Dante, ai piedi del palazzo degli Anziani, abbiamo iniziato a ricrederci. Cominciamo dal porto romano dove un bel cassonetto wc si include nella cornice storica di quello che un tempo fu lo scalo della città. Un cartello dei lavori di messa in sicurezza ci informa che la data prevista per l’ultimazione è quella del 28 dicembre del 2019. Peccato che siamo a fine luglio. Il wc è inoltre piazzato davanti a uno dei due pannelli esplicativi. Torniamo indietro e ci mettiamo ai piedi del Palazzo degli Anziani. Al piano stradale, c’è un cancelletto arrugginito e rotto oltre il quale vi sono alcuni rifiuti e dei ricoveri per gatti. A guardarlo, tutto si pensa tranne che un tempo quello era l’abside della precedente chiesa della Misericordia, poi ricostruita in via Giannelli mantenendo lo stesso portale.

Il wc in bella vista al porto

Bene in vista, vi è il cartello indicante l’ascensore che porta in piazza Stracca nonché gli agognati, per ogni turista ma anche cittadino, bagni pubblici. Entrando vi è una portineria con tanto di sedia e scrivania con nessuno però all’interno e, poco distante, la porta delle toilette. Si apre, si accendono le luci avviate da una fotocellula, ma i wc sono tutti chiusi. Non rimane che tenersela. Ci si dirige verso l’ascensore prendendo un corridoio buio e si sale fino al quarto piano, quello che si affaccia su piazza Stracca. Qualche cartello malconcio ci indica le direzioni dell’anfiteatro e delle terme romane. Le più vicine sono proprio le terme di vicolo dei Tribunali che però sono inaccessibili a causa di un ponteggio e della relativa copertura. La visita dunque salta. Stessa cosa per l’anfiteatro, una delle perle più suggestive della città e troppo spesso incomprensibilmente dimenticata. Si osserva il Palazzo degli Anziani da un’altra angolazione, quella di fronte alla Chiesa del Gesù, e anche qui fa bella mostra di sé un wc chimico all’interno di un altro cantiere. I turisti presenti, fortunatamente sono armati di guide ma in molti non le hanno. Origliando, vien fuori che «Eppure i pannelli li abbiamo visti anche a Senigallia e ad Ascoli, perché qui non ci sono?» Si prosegue quindi in direzione del museo archeologico che troviamo a sinistra mentre a destra vi sono degli scavi.

Il pannello scolorito di fronte al museo archeologico

Cosa riguardano? Non si sa, poiché il pannello con la legenda risulta bianco e il testo è stato mangiato dal sole mentre i ruderi dalla vegetazione. Troviamo un Qr code da inquadrare con lo smartphone per ascoltare un podcast che ci racconterà finalmente cosa abbiamo di fronte, ma il link non funziona. Finalmente, superata piazza del Senato, ecco l’anfiteatro. Anche qui vi è un Qr code che non va e, per raggiungerlo e inquadrarlo, ci siamo anche sporti poiché davanti abbiamo trovato un’auto parcheggiata, da sottolineare, regolarmente. Cerchiamo un pannello e finalmente lo troviamo: per leggerlo però doppiamo percorrere diverse decine di metri dopo aver superato il cancello di accesso che ovviamente è chiuso oppure, salire la scalinata laterale e zoomare non con un semplice telefono ma con una reflex se realmente vogliamo distinguere le parole. Inserirlo lungo via Pio II sarebbe probabilmente stato più opportuno in maniera tale da farne conoscere anche il vicino complesso termale. Ecco che si perde un po’ la voglia di proseguire a causa della mancanza di piccole accortezze che avrebbero senza dubbio alimentato la voglia di scoprire una città che a volta sembra voler celare i suoi gioielli.

Scorcio su Palazzo degli Anziani

Piazza Stracca

La copertura delle terme di vicolo dei Tribunali

Porto romano

I mosaici delle terme dell’anfiteatro

Gli scavi davanti al museo archeologico

I bagni chiusi

 

Le bellezze regionali catturano i turisti: Ancona è pronta ad accoglierli?

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