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«Atti sessuali con l’alunna 16enne»,
prof di italiano arrestata a Porto Potenza

L'INSEGNANTE, una 63enne romana, trascorre da anni le vacanze nella sua casa sul litorale maceratese dove è stata rintracciata dai carabinieri. Si trova ai domiciliari dopo la denuncia della famiglia di una sua studentessa
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Arrestata a Porto Potenza dai carabinieri una professoressa di italiano, 63enne di Roma. Deve rispondere di un’accusa pesante: atti sessuali con una minore, una studentessa 16enne. La donna, che da anni trascorre l’estate nella sua abitazione sul litorale maceratese, si trova ora ai domiciliari nella capitale e le sono stati sequestrati cellulare, computer e tablet. I fatti risalgono all’anno scorso e sarebbero iniziati in una scuola superiore di Roma. I complimenti di fronte anche ai compagni, rivolti a quella che è una studentessa brillante e, quindi, non in grado di destare sospetti. Le discussioni sull’arte, argomento che le appassiona e le accomuna, i primi incontri anche al di fuori dell’orario scolastico fino a che, l’estate scorsa, la giovane comunica ai genitori la sua intenzione di trascorrere alcuni giorni nella casa al mare della professoressa di italiano, a Porto Potenza, per fare i compiti. Ma al ritorno, dopo aver manifestato segni di malessere nel rapporto con i genitori, la ragazzina crolla e racconta che la relazione con la donna sarebbe andata avanti per circa quattro mesi, con i contatti fisici che sarebbero avvenuti nella casa di Porto Potenza. Dopo la denuncia dei genitori l’indagine è stata svolta dai carabinieri di Lariano. Gli elementi raccolti dai militari hanno convinto il pm, Stefano Pizza, a chiedere l’arresto, misura poi disposta dal gip. Dagli accertamenti svolti sono emersi la vicinanza tra l’insegnante e la minorenne, file multimediali e messaggistica, elenco delle telefonate. Un tenore delle comunicazioni che lascerebbe intendere un rapporto con una forte componente sentimentale. Tra la professoressa e la ragazzina non ci sarebbero stati dei rapporti sessuali completi. La 63enne è difesa dall’avvocato Andrea Occhione, del foro di Viterbo.

 

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