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Bonus Iva, l’autodenuncia di Rubini
ed Eliantonio: «Non viviamo di politica
Quella è passione e sacrificio»

LA VERITA' dei consiglieri comunali di FdI e AiC sull'esposizione pubblica che li ha portati a 'confessare' l'ottenimento dei 600 euro. «Li abbiamo presi perchè ne avevamo diritto. Durante il lockdown non abbiamo percepito reddito e non campiamo facendo l'attività consiliare»
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Il consigliere comunale di Altra Idea di Città, Francesco Rubini

 

di Alberto Bignami

E’ bastato un post di ‘autodenuncia’ sui social media per segnalare l’ottenimento del bonus da 600 euro destinato ai lavoratori autonomi a scatenare clamore nel mondo politico locale. E, a ricevere anche dal popolo virtuale, insulti e invettive. Il primo ‘je m’accuse’ è stata lanciato da Francesco Rubini (L’Altra Idea di Città) e quindi da Angelo Eliantonio (capogruppo di Fdi). All’indomani dai post lanciati sui social, ecco le motivazioni che hanno portato i due consiglieri ad esporsi pubblicamente.  Ma, attenzione, non a mettersi di certo alla gogna. La versione di Rubini: «Ieri, leggendo alcuni titoli di giornali nazionali, capendo un po’ quale era l’antifona che stava prendendo la polemica, mi sono sentito da una parte preso in giro e dall’altra offeso, nella misura in cui paragonare un deputato o un consigliere regionale a un consigliere comunale come pure a un amministratore di piccoli comuni, oltre che falso è diffamatorio: noi, non viviamo di politica». Rubini ricorda inoltre che «abbiamo dei gettoni di presenza di poche centinaia di euro al mese che prendiamo solo se siamo presenti. Durante i 90 giorni di lockdown – aggiunge – non abbiamo percepito alcun reddito, e non potendo vivere di queste poche centinaia di euro, ecco che ognuno di noi ha un suo lavoro». Rubini è infatti un avvocato, «una giovane partita iva – riprende -. Sappiamo tutti che iniziare oggi a fare l’avvocato non è come farlo 30 anni fa. Il mercato è difficile, la concorrenza è ampia e diversificata quindi non è difficile comprendere che chi ha iniziato da un anno e mezzo questa bellissima ma difficile professione, di fronte ad una pandemia ha visto sostanzialmente azzerare la propria attività. Se a questo aggiungo l’interruzione di tutte le attività politiche, credo di poter rivendicare quel bonus, preso perché ne avevo bisogno oltre che diritto». L’autodenuncia di Rubini è stata dettata dal fatto che «mi sembrava giusto dire la verità; alzare la voce e la testa e non inchinarmi di fronte a questa polemica violenta che ho come l’impressione che voglia colpire nel mucchio, per declassare e dequalificare ancora l’intera classe politica». A ciò si aggiunge poi «la mole degli attacchi e della violenza, veramente impressionante. Questa esperienza dimostra inoltre quanto i social siano un luogo pericoloso. Io ho le spalle larghe ma se vanno a prendere di mira persone deboli, senza la possibilità di difendersi, il rischio è che i danni possano essere gravi e irreparabili. Ciò insegna che i social hanno assolutamente bisogno di un’opera di moderazione e controllo, altrimenti diventano bombe in faccia a persone incapaci di difendersi». E chi ha attaccato il consigliere, che fine farà? «Ovviamente – dice – verificherò la mole di insulti e dove vi saranno i presupposti non avrò timore a procedere con le dovute querele perché penso che chi scrive sui social debba assumersi le responsabilità anche penali di ciò che fa, altrimenti il web diventa una sorta di zona franca. Quello che più fa male  è che c’è chi ci accusa di voler approfittare di soldi pubblici per campare di politica. Per me e per altri la politica è, fin da adolescente, sacrificio e passione per servire la nostra comunità».

Angelo Eliantonio, consigliere comunale FdI

Per Eliantonio, l’esposizione si tratta di una scelta fatta «per una questione di correttezza e trasparenza nei confronti dei miei elettori e dei cittadini di Ancona- spiega -. Credo che sia giusto sapere ciò che faccio. La mia è stata una reazione al fatto che non accetto che noi consiglieri comunali, che percepiamo un gettone di presenza che complessivamente, in quella che è la media mensile, a malapena supera il bonus di cui stiamo parlando, veniamo additati. Penso di parlare a nome di tutti i consiglieri comunali d’Italia che si sono secondo me sentiti chiamati in causa da un ministro che sulla sua pagina Facebook ha affermato che ci sono 2mila amministratori locali che hanno disonorato addirittura la bandiera. Lui credo non possa saperlo perché non ha mai fatto l’amministratore locale. Io la predica l’accetto da tutti,  ma non da Di Maio perché un conto è parlare dei parlamentari, ma equiparare consiglieri a sindaci e assessori non è pensabile». Anche Eliantonio è «una Partita Iva, perché sono intermediario assicurativo, un collaboratore, e avevo diritto al bonus che ho utilizzato per pagare i contributi. Durante il lockdown – ribadisce -l’attività consigliare non c’è stata, quindi non abbiamo percepito nulla poiché siamo a gettone e non abbiamo l’indennità. Non avendo lavorato, non ho avuto reddito». «Va ricordato che se hanno dato il bonus, è perché si hanno i requisiti. Noi, insomma, non campiamo facendo i consiglieri». Insulti ovviamente ne sono arrivati anche a Eliantonio. «Sono figli di questo clima nei confronti della politica – dice – perché c’è qualcuno, in particolare i Cinquestelle, che per anni hanno utilizzato come cavallo di battaglia il sentimento di antipolitica. Dispiace sentirseli dire, perché nessuno probabilmente ha idea di cosa significa fare l’amministratore locale. Viene visto come un compito semplice ma non è così. la politica – conclude – sono sacrificio e passione. Da 16 anni sono nell’ambiente e mi sono candidato  a consigliere per la prima volta due anni fa. Se escludo i compensi, seppur piccoli, che ho percepito in questi due anni, sottolineo che prima di questo periodo in cui sono stato eletto non ho mai percepito un soldo, eppure la politica l’ho sempre fatta. Allora, la morale, in questo caso la trovo inaccettabile».

«Io, consigliere comunale e avvocato, ho ottenuto il bonus: ora processatemi»

Dopo Rubini, anche Eliantonio: «Ho beneficiato del bonus, ne avevo diritto»

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