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Discoteche, ricorso al Tar per la riapertura
«Non sono il male di questa ripartenza»

MOVIDA - Il Silb, l'associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, ha impugnato la nuova ordinanza del ministro della Salute Speranza. Il segretario regionale dell'associazione Massimiliano Polacco: «Questo provvedimento è solo un palliativo, gli assembramenti ci sono ovunque»
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Massimiliano Polacco

 

«Le discoteche non sono il male di questa ripartenza dopo il lockdown e questa nuova ordinanza è solo un palliativo, perché assembramenti ci sono ovunque». Così Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche Centrali e segretario regionale del Silb, l’associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo. L’associazione, infatti, come ha annunciato il presidente nazionale Maurizio Pasca ha presentato ricorso urgente al Tar contro il nuovo provvedimento adottato dal ministro della Salute Roberto Speranza con cui sono state chiuse le discoteche ed è stato imposto l’uso delle mascherine dalle 18 alle 6 anche all’aperto nelle zone dove si potrebbero creare assembramenti. Gestori e titolari dei locali della movida chiedono dunque la riapertura immediata. «Si può risolvere in maniera diversa – aggiunge Polacco –  magari con provvedimenti ad hoc per le persone che sono andate in zone o in Paesi dove è maggiore il rischio di contagio». Intanto, dopo l’ordinanza, il capo di Gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi ha inviato una circolare ai prefetti per invitarli a convocare i Comitati provinciali dell’ordine e della sicurezza in modo da organizzare i servizi di vigilanza sul territorio per far rispettare le nuove prescrizioni.

 

 

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