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L’ombra dei bagarini a Mezzavalle:
allontanato uno steward

ANCONA – Stando alle indagini della polizia locale, uno degli addetti al controllo avrebbe chiesto denaro per lasciar passare chi si presentava all'accesso dello stradello senza prenotazione su iBeach. Mancinelli: «Chi ha sbagliato va sanzionato». Rubini: «Vicenda triste e disgustosa»
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L’inizio dello stradello di Mezzavalle

 

La spiaggia delle meraviglie attira anche gli speculatori. Con l’accesso contingentato dall’obbligo di prenotazione tramite l’app iBeach, a Mezzavalle c’è chi ha pensato di poter fare “bagarinaggio”, chiedendo denaro per lasciar passare anche chi non aveva fermato un posto. Stando alle indagini della polizia locale, si tratterebbe di uno steward addetto ai controlli, già allontanato dal servizio su richiesta dell’amministrazione. A renderlo noto è stata stamattina in Consiglio comunale la sindaca Valeria Mancinelli, rispondendo ad un’interrogazione di Francesco Rubini, capogruppo Aic, prodotta «in seguito alle numerose segnalazioni arrivate da anconetani ed operatori». Voci arrivate anche dalla polizia municipale, che «già da diversi giorni stava conducendo controlli ancora più mirati – riporta la prima cittadina –. In spiaggia, alcune persone, soprattutto non residenti, avevano dichiarato che era stato loro richiesto un pagamento e lo avevano fatto, ritenendosi così in regola. La polizia locale ha registrato queste segnalazioni, prendendo nomi e cognomi e, completato un primo giro di accertamenti, ha trasmesso il tutto alla Procura della Repubblica: ora ci sono in corso indagini più specifiche. Sembrerebbe che la condotta illecita abbia riguardato una persona addetta ai controlli, e cautelativamente, dopo i primi riscontri, è stata sospesa dal servizio, su richiesta dell’amministrazione comunale alla ditta appaltatrice. Come sempre, però – puntualizza Mancinelli –, non si può fare di tutta l’erba un fascio e se la condotta illecita fosse davvero di una persona, andrà perseguita, senza però mettere genericamente all’indice tutti i ragazzi e le ragazze che hanno fatto quel lavoro quest’estate. Chi ha sbagliato va sanzionato come previsto». «Una vicenda triste e disgustosa – il commento di Rubini – che al netto dei reati che saranno debitamente perseguiti dalle autorità, ci invita tutti a riflettere su una gestione della baia di Portonovo che sia il più possibile sostenibile, efficiente ed efficace. Perché il Covid-19 passerà, ma resta intatta la necessità di tutelare i nostri gioielli paesaggistici da ogni sopruso legato ad una logica mercantilista che trasforma tutto in occasione di privatizzazione, profitto e clientelismo».

(m.m)

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