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Mega incendio al porto,
al setaccio le telecamere

ANCONA - Squadra mobile al lavoro per le indagini sul rogo. Al momento l'ipotesi è che si sia trattato di un fatto accidentale ma nessuna pista viene esclusa. I vigili del fuoco si stanno occupando delle operazioni di messa in sicurezza dei capannoni
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I vigili del fuoco al porto questa mattina

 

Sono portate avanti dalla Squadra Mobile di Ancona le indagini per capire le origini del rogo che nella notte tra martedì e ieri ha devastato i capannoni nell’area ex Tubimar del porto anconetano. La polizia sta acquisendo tutti i video delle telecamere che si trovano nella zona interessata dall’incendio. Al vaglio degli investigatori vi sono dunque le riprese video effettuate non solo dai sistemi di videosorveglianza collocati dall’Autorità portuale, ma pure quelli delle strutture private limitrofe, per cercare di scoprire se possano esserci stati movimenti anomali poco prima che scoppiasse l’incendio. Tutto questo viene effettuato parallelamente al lavoro portato avanti dai Vigili del fuoco dai quali, la questura, sta attendendo l’esito dei primi sopralluoghi che verranno effettuati non appena sarà possibile entrare nei capannoni in totale sicurezza. Per molti infatti vi è il rischio crollo dovuto alle fiamme che hanno distrutto tetti e gran parte delle strutture. Al momento ci si orienta sulla causa occidentale, seppur non si escluda alcuna pista. Infatti, già intorno a mezzogiorno di martedì, sono state raccolte testimonianze di persone che avrebbero sentito odore di bruciato proprio in quell’area anche se è legittimo il dubbio che un incendio di quelle proporzioni possa essersi poi sviluppato 12 ore più tardi senza che nessuno se ne sia accorto. Alla centrale dei vigili del fuoco, però, non era pervenuta alcuna segnalazione di odori anomali. La visione dei video ripresi dalle telecamere serve dunque per non lasciare nulla al caso. Al momento, durante la visione dei filmati già repertati, non vi sarebbe comunque nulla di anomalo. Sul fronte del possibile inquinamento – ma per parlarne bisogna attendere i risultati Arpam – sono invece impegnati i carabinieri del Noe.

(Al. Bi.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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